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2 lug 2022

Covid e gatti, il virologo Galli: cosa dico ai padroni degli animali

Il professore dopo il primo caso documentato in Thailandia di infezione trasmessa all'uomo: "Attenzione, in Cina li hanno eliminati solo per un sospetto"

2 lug 2022
rita bartolomei
Cronaca

Roma, 2 luglio 2022 - Gatti e Covid. Professor Massimo Galli, virologo e past president Simit, la Società italiana di malattie infettive: in Thailandia uno studio ha documentato il primo caso di infezione del virus trasmessa dall'animale all'uomo. "Attenzione, fa notizia perché è come dire l’uomo che morde il cane. Ma mentre è molto provato che gli uomini infettano i gatti e anche i cani, che succeda viceversa è da considerarsi un evento sostanzialmente raro". In che percentuale? "Non lo possiamo dire ma certamente è improbabile che abbia un impatto significativo sulla pandemia. E abbiamo visto cosa è successo in Cina, animali domestici eliminati per un sospetto, basandosi sull'ipotesi minima di una possibile infezione". Quindi che messaggio dobbiamo dare? "Di grande cautela. Il vero rischio è quello di creare un allarme ingiustificato. Con il pericolo che gli animali vengano visti come potenziali untori". Che cosa raccomanda a chi vive con un gatto? "Di stare sostanzialmente tranquillo. Anche perché nella maggioranza dei casi stiamo parlando di animali che stanno in casa, che hanno quindi la possibilità di essere infettati dal loro padrone ma non di portargli l’infezione. Anche noi abbiamo pubblicato un lavoro. La gatta di uno dei miei allora specializzandi era stata infettata da lui".  Eppure dopo due anni nessuno ha ancora capito con certezza come sia nato il Covid. "Certo, non esiste la pistola fumante, non si capisce bene ancora da dove sia venuto. Ma andando a vedere sono stati trovati almeno 3 pipistrelli diversi in cui è stato isolato un virus molto simile".  Molta discussa anche l'ipotesi laboratorio. "Ma questo è un virus che non era mai stato isolato in precedenza. Vero, ci sono ancora molti buchi da riempire. Trovo abbastanza singolare che non sia venuto fuori nient’altro. È verosimile che studi ce ne siano, quelli sul campo nelle aree geografiche interessate probabilmente sono monopolio di un gruppo ...

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