Andrea Bonzi Uno stralunato Amedeo Goria nel lettone con Ainett Stephens, con coda polemica per le reiterate (e poco gradite) avances all’ex Gatta Nera. Giucas Casella con espressioni stupite da cartoon (in Boris direbbero che "fa le faccette") mentre dalla regia trasmettono le sue gaffe su Amanda Lear ("La incontrai...

Andrea

Bonzi

Uno stralunato Amedeo Goria nel lettone con Ainett Stephens, con coda polemica per le reiterate (e poco gradite) avances all’ex Gatta Nera. Giucas Casella con espressioni stupite da cartoon (in Boris direbbero che "fa le faccette") mentre dalla regia trasmettono le sue gaffe su Amanda Lear ("La incontrai quando era un uomo...") e Antonello Venditti ("È morto"). E ancora il seno esagerato, atomico, di Francesca Cipriani, il cui vestito lascia ben poco all’immaginazione. Il tutto in un contorno di risate, frecciate piccate e urletti di finta sorpresa. Bastano 20 minuti di Grande Fratello Vip, a notte inoltrata, per immergersi in un girone infernale del trash.

Non ci scandalizza niente, ci mancherebbe: la tv spazzatura è stata sdoganata da decenni e i reality show – che, per inciso, fanno ancora ottimi ascolti – ne sono l’espressione più compiuta. Ma la sensazione di trovarsi di fronte al vuoto assoluto, al Nulla cosmico, è davvero forte. Dall’Isola dei famosi a Temptation Island, passando appunto per il GF nelle sue varie versioni, gruppi di persone parlano per ore e ore e ore, continuamente scrutati dalle telecamere, solo di se stessi. Del loro aspetto, delle loro manie, dei propri sentimenti (con pianti liberatori annessi). Il dubbio che non sia tutto autentico ci sfiora, ma poco importa: lo show si trascina in una sequenza di scenette da avanspettacolo, con l’obiettivo di scongelare qualche volto televisivo rimasto nel dimenticatoio. Non basta certo che Jo Squillo si presenti indossando un simil burqa e lo dedichi "alle donne di Kabul". Anzi, è l’ennesima beffa della tv spazzatura.