Scontri tra manifestanti e polizia al G20 finanziario a Venezia (Ansa)
Scontri tra manifestanti e polizia al G20 finanziario a Venezia (Ansa)

Venezia, 10 luglio 2021 - Ci sono stati scontri tra centinaia di attivisti e la polizia durante la manifestazione organizzata a margine della riunione dei ministri delle Finanze del G20 a Venezia. Un summit che si è concluso con il raggiungimento di un accordo sulla tassazione globale per le multinazionali. La manifestazione invece è stata organizzata dal Movimento No Grandi Navi che si batte per bandire le navi da crociera dalla città e da gruppi di antagonisti ambientalisti.

La protesta contro il G20 dell'Economia si è fermata davanti al cordone di forze dell'ordine in tenuta antisommossa che hanno disperso i manifestanti rispondendo al lancio di bottiglie, fumogeni e fuochi artificiali. Quasi mille persone si sono radunate nel primo pomeriggio alle Zattere per dare vita all'azione dimostrativa che nelle intenzioni degli organizzatori avrebbe dovuto raggiungere anche l'Arsenale, dove era in corso il summit, per dire no alle grandi navi, allo sfruttamento turistico della città lagunare e allo "strapotere della finanza fossile".

Per quasi due ore la folla è rimasta ferma sotto il sole, sorvegliata sia da agenti a piedi che dagli equipaggi di alcune imbarcazioni che hanno evitato la possibilità che qualche natante aggirasse il blocco via acqua.Poi i manifestanti si sono mossi e ci sono stati i primi tafferugli con le forze dell'ordine. Mentre i ristoranti chiudevano le saracinesche, il gruppo in testa al corteo ha cercato di sfondare la fila di poliziotti posizionati ai piedi del Ponte dell'Accademia. Sono volate bottiglie e molti arredi esterni degli hotel lungo il percorso. La polizia ha risposto con due cariche, riuscendo a far indietreggiare i manifestanti.

Intanto, nel pomeriggio si sono conclusi i lavori del summit con il G20 finanziario che ha raggiunto un accordo sulla tassazione globale delle multinazionali già ribattezzato "Patto di Venezia". "È una giornata da ricordare e fa piacere che questo sia successo sotto la presidenza italiana - ha detto il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni - Il Patto di Venezia segna un cambio delle regole globali sulla tassazione che lascerà il segno. I giganti non potranno più scegliere dove pagare le tasse perché gli conviene di più e in generale tutte le grandi imprese sopra i 750 milioni di fatturato dovranno pagare una tassazione minima del 15%". Nei prossimi anni, ha concluso Gentiloni, "l'economia dovrà seguire regole che terranno conto della dimensione globale e digitale del mondo di oggi".

Ci sono tre Paesi europei - Ungheria, Irlanda ed Estonia - che hanno manifestato dubbi sull'accordo raggiunto. "Ridurre la competizione fiscale dentro binari accettabili: è questo un messaggio che può convincere questi Paesi a salire a bordo, e dai contatti avuti almeno con alcuni questa possibilità c'è - ha aggiunto Gentiloni - Cominceremo a lavorare con loro già all'Eurogruppo di lunedì prossimo".