È singolare che un organo di giustizia (Consiglio di Stato), sancisca che una proroga emanata dal Parlamento sia illegittima e sentenzi la proroga lui stesso, sostituendosi al legislativo. Ricordo appena che il Parlamento promulgò la legge perché i concessionari ripristinarono di tasca loro i danni provocati dal ciclone Vaia sulle coste italiane. Dietro l’annosa questione delle concessioni balneari ci sono interessi enormi, che mirano a mettere sul lastrico le 30mila famiglie italiane che di questo vivono. Qualcuno con liquidità a bizzeffe finirà per accaparrarsi – senza riconoscimento alcuno – l’avviamento che agli operatori è costato una vita. Non lasciamoci poi incantare dalla menzogna della convenienza per gli utenti: nelle aree di servizio autostradali, costrette alle aste settennali, i carburanti costano più cari e i ristoranti hanno raggiunto prezzi da stella Michelin.

Insomma, l’accanimento strumentale contro i concessionari fa acqua, comunque lo si guardi. All’estero – ma nessun Paese europeo ha le peculiarità italiane – le concessioni sono state opportunamente prolungate senza colpo ferire. Dai nostri politici ci aspettiamo analoga fermezza per salvaguardare l’intero comparto turistico nazionale.

Marco Buticchi

operatore turistico balneare

(e scrittore)