Le forze statunitensi sono uscite da Kandahar: i talebani festeggiano
Le forze statunitensi sono uscite da Kandahar: i talebani festeggiano
Nell’Afghanistan dei talebani, i mullah tentano l’assalto finale alla Valle del Panshir, l’ultima sacca di resistenza nel nord-est del Paese. Le milizie di Ahmad Massoud – figlio del leggendario “Leone del Panshir“ Ahmad Shah Massoud, protagonista della resistenza contro sovietici prima e talebani poi – hanno rifiutato la resa. Secondo il dirigente talebano Muhammad Jalal, "decine di postazioni sono state conquistate dai governativi". I mullah sostengono di essere riusciti a strappare agli insorti il distretto di Shutul, mentre la...

Nell’Afghanistan dei talebani, i mullah tentano l’assalto finale alla Valle del Panshir, l’ultima sacca di resistenza nel nord-est del Paese. Le milizie di Ahmad Massoud – figlio del leggendario “Leone del Panshir“ Ahmad Shah Massoud, protagonista della resistenza contro sovietici prima e talebani poi – hanno rifiutato la resa.

Secondo il dirigente talebano Muhammad Jalal, "decine di postazioni sono state conquistate dai governativi". I mullah sostengono di essere riusciti a strappare agli insorti il distretto di Shutul, mentre la resistenza afgana smentisce le perdite e parla di 350 nemici uccisi negli ultimi 4 giorni. Notizie però non verificabili. Le trattative per una decentralizzazione del potere tra i vari gruppi etnici erano tramontate, e ai ribelli di Massoud si sono aggiunti ex soldati dell’esercito afgano e membri delle forze speciali, oltre che diverse milizie locali. A Kabul si attende il nuovo governo – l’annuncio potrebbe arrivare già oggi, dopo la preghiera islamica – e il Paese comincia a vivere la nuova realtà dei talebani. La Western Union fa sapere di aver sbloccato le prime rimesse degli emigrati, in una crisi economica sempre più spaventosa.

Accanto al fronte militare i mullah continuano la loro offensiva mediatica e diplomatica per cercare di accreditarsi a livello internazionale. In Qatar proseguono gli incontri con esponenti occidentali, mentre le aperture al dialogo si moltiplicano. "È possibile" che gli Stati Uniti cerchino di coordinarsi coi talebani per condurre operazioni antiterrorismo contro l’Isis-K e altre frange terroristiche, ha ipotizzato il capo di Stato maggiore dell’Esercito Usa Mark Milley. "In guerra devi fare quello che devi per ridurre il rischio, non necessariamente quello che vorresti fare", ma "resta da vedere" se gli studenti coranici siano realmente cambiati. Di una "nuova realtà" con cui fare i conti ha parlato anche il britannico Dominic Raab in visita a Doha, dove un inviato del premier Johnson ha incontrato i rappresentanti talebani. Dialogare "direttamente" è necessario, per cercare garanzie su "un passaggio sicuro" in uscita dall’Afghanistan, ha aggiunto Raab, escludendo però un futuro riconoscimento diplomatico. Anche l’Europa apre: "Con i talebani ci impegneremo in una discussione, ma sulla base di condizioni", ha spiegato l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell.

Al centro dei colloqui nel Golfo c’è ancora il futuro dell’aeroporto Karzai di Kabul, cruciale per assicurare eventuali evacuazioni di civili afgani e stranieri e l’arrivo di aiuti delle ong. Il Qatar già mercoledì aveva inviato un team tecnico nello scalo, e si dice pronto a entrare in azione, mentre per la Turchia occorre prima sciogliere il nodo della sicurezza.

red.est.