"Nel nostro settore la gente lavora bene, nessuno gioca alla roulette russa con la vita delle persone". Dopo la tragedia di Mottarone arrivano i timori dei gestori degli impianti di risalita, già piegati da una stagione invernale mai iniziata, che ora vedevano uno spiraglio di luce. "La maggior parte di noi – sottolinea Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) – sa che sulla sicurezza basa il proprio prodotto. Certo che temiamo contraccolpi, perché chi ha fatto quello che sembra sia stato fatto ha dimostrato di avere in assoluto spregio il tema della sicurezza dei clienti". Ghezzi confida: "Avremmo preferito che tutto fosse un errore umano, e non un comportamento voluto". Gli

impianti di risalita, secondo Anef, danno lavoro a circa 15 mila persone (un terzo a tempo indeterminato) per un fatturato di 1,2 miliardi.