Donatella Banci Buonamici, 56 anni, è originaria di Prato, si è poi trasferita a Milano e infine a Verbania
Donatella Banci Buonamici, 56 anni, è originaria di Prato, si è poi trasferita a Milano e infine a Verbania
di Anna Giorgi Donatella Banci Buonamici, la gip che ha scarcerato due degli indagati, e messo ai domiciliari il terzo, per la strage della funivia del Mottarone in cui hanno perso la vita 14 passeggeri, non deciderà sull’incidente probatorio chiesto dalla difesa di Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia, né su altre questioni. E pure la sua decisione sugli indagati, nella sostanza, non viene condivisa dalla Procura che si appella oggi al Riesame. La gip perde quindi il fascicolo che passa al giudice Elena Ceriotti, "titolare per tabella del ruolo",...

di Anna Giorgi

Donatella Banci Buonamici, la gip che ha scarcerato due degli indagati, e messo ai domiciliari il terzo, per la strage della funivia del Mottarone in cui hanno perso la vita 14 passeggeri, non deciderà sull’incidente probatorio chiesto dalla difesa di Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia, né su altre questioni. E pure la sua decisione sugli indagati, nella sostanza, non viene condivisa dalla Procura che si appella oggi al Riesame.

La gip perde quindi il fascicolo che passa al giudice Elena Ceriotti, "titolare per tabella del ruolo", spiega il presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco che aggiunge: "La Banci Buonamici ha giustamente deciso sui fermi dei tre indagati per omicidio colposo plurimo, ma lo ha fatto nella sua funzione di supplente". Un provvedimento del tutto anomalo: quasi mai viene riassegnato ad altro gip un fascicolo in fase di indagini, salvo in casi di gravi impossibilità a svolgere le funzioni. L’eccezionalità della decisione giustifica l’intervento delle Camere Penali Italiane che, in coordinamento con i direttivi delle Camere Penali di Verbania e del Piemonte Occidentale, annunciano "una indagine su natura e ragioni del clamoroso provvedimento con il quale il Presidente del tribunale ha revocato l’assegnazione del fascicolo. Si tratta – spiegano – di una decisione che crea allarme nell’avvocatura per il contesto giudiziario nel quale è maturato". E si riservano "l’adozione di ogni eventuale iniziativa all’esito dell’annunciato e necessario approfondimento".

Gli avvocati della difesa sul piede di guerra: "Non è mai capitato che durante una partita venga cambiato l’arbitro, nonostante tutti riconoscano abbia operato bene", ha detto Pasquale Pantano, legale di Luigi Nerini. Aggiunge Marcello Perillo, difensore di Gabriele Tadini, unico dei tre fermati agli arresti domiciliari: "È la prima volta che, non per un valido impedimento, ma per un problema tabellare sia sostituito un giudice di un procedimento in corso". Ora, comunque, tutto è nelle mani di Elena Ceriotti: sarà lei a decidere sull’incidente probatorio, con un inevitabile allungamento dei tempi. Ma non è stato questo l’unico "colpo di scena" della giornata. Perché la procura ha fatto anche richiesta al Riesame di annullare il provvedimento con cui la Banci Buonamici aveva rigettato la richiesta di misura cautelare per Luigi Nerini, il titolare della Ferrovia del Mottarone e per Enrico Perocchio, l’ingegnere direttore di esercizio.

La gip aveva disposto i domiciliari solo per Tadini, il caposervizio che aveva raccontato dell’uso dei "forchettoni" per aggirare i problemi della cabina precipitata. Olimpia Bossi, procuratore capo e Laura Carrera, pm, non trovano idonea la decisione del gip che ha lasciato a piede libero Nerini e Perocchio per "totale mancanza di indizi che non siano mere, anche suggestive, supposizioni".