Funivia del Mottarone, i frame del video dello schianto (twitter tg3)
Funivia del Mottarone, i frame del video dello schianto (twitter tg3)

Stresa, 16 giugno 2021 - La tragedia in diretta, in un video inedito e scioccante dell'incidente alla funivia del Mottarone: una telecamera riprende il momento in cui la cabina si blocca, impenna e torna indietro a folle velocità, prima di precipitare al suolo, tra i boschi sopra Stresa. Nel disastro del Mottarone sono morte 14 persone, unico superstite il piccolo Eitan. Le immagini sono state mandate in onda dal Tg3 e riprendono quanto accaduto il 23 maggio scorso. 

La dinamica in diretta

Nel filmato si vede la cabina numero 3 avvicinarsi, lentamente, alla stazione di arrivo Mottarone. A bordo ci sono quindici persone, tra di loro il piccolo Eitan con il padre e due donne. Le altre facce non si distinguono. L'orario della registrazione segna le 12:12:20, ma potrebbe essere impreciso. 

 All'improvviso la cabina si impenna, mostrando la pancia: nessuno riesce a rimanere in piedi mentre scivola all'indietro, sempre più veloce. Si è spezzata la fune trainante. Pochi secondi e il mezzo percorre oltre cento metri. Il freno di emergenza non entra in azione, disattivato dai forchettoni

Quindi il contatto in prossimità del pilone che fa da trampolino: il braccio della cabina si spezza, è un salto nel vuoto. L'impatto a terra non si vede, coperto dal rilievo. Il video è agli atti dell'inchiesta. Immagini choccanti. Nella inquadratura interna alla stazione si vede l'addetto che attende l'arrivo della cabina alzare per un attimo la testa, come a guardare qualcosa che non va. Poi la fune si spezza, la cabina precipita e l'uomo corre a chiamare i soccorsi. Ma ormai è troppo tardi, non c'è più nulla da fare. In quell'impatto sopravviverà solo il piccolo Eitan. I suoi genitori moriranno, insieme al fratellino e ai bisnonni. Con loro altre nove vittime. Eitan, 5 anni, si salverà grazie all'abbraccio del padre. 

La polemica sulle immagini

Monta la protesta per l'uscita del filmato. "Ancor più del dato normativo - commenta in una nota il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi -, mi preme sottolineare la assoluta inopportunità della pubblicazione" delle immagini "che ritraggono gli ultimi drammatici istanti di vita dei passeggeri della funivia precipitata il 23 maggio scorso sul Mottarone, per il doveroso rispetto che tutti siamo tenuti a portare alle vittime, al dolore delle loro famiglie, al cordoglio di una intera comunità". E la sindaca di Stresa, Marcella Severino: "Sono basita dalla pubblicazione del video sulla tragedia del Mottarone". Che aggiunge: "Io mi ero proposta un silenzio stampa rispettoso della famiglie e delle vittime e lo stavo portando avanti da giorni, anche perché volevo che le indagini facessero il loro corso mentre il territorio era impegnato a dare un segnale di vicinanza. La vista di questo video mi ha lasciato basita e credo non fosse opportuna nel rispetto delle vittime e dei loro famigliari".

Il presidente della Rai

"Sono profondamente colpito dalle immagini trasmesse dal Tg3. È doveroso per il servizio pubblico, in circostanze come questa, valutare attentamente tutte le implicazioni, a cominciare da quelle etiche e di rispetto per le vittime e per i loro familiari, nella consapevolezza del peso mediatico ed emotivo di ogni immagine e di ogni commento". Così il presidente della Rai, Marcello Foa, oggi al Prix Italia, in merito al video trasmesso dal Tg3.

La rabbia del difensore della famiglia di Eitan

"In merito al video diffuso oggi dalla Rai sugli ultimi istanti del disastro della funivia di Stresa", l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che assiste cinque prossimi congiunti della mamma del piccolo Eitan, il solo superstite della tragedia, ha espresso "la più ferma censura di questa assurda iniziativa di trasmettere immagini di così feroce impatto emotivo, oltretutto assolutamente irrilevanti sotto il profilo del pubblico interesse, e nel contempo destinate a rendere ancor più forte il dolore dei familiari delle vittime la cui ferita è tuttora sanguinante. Queste immagini - ha aggiunto il penalista parlando con l'Agi - offendono chiunque abbia un minimo di rispetto e di consapevolezza del dolore. Non è certamente questa la missione di un servizio pubblico".