Torino, 2 luglio 2021 - Si allarga l'inchiesta sull'incidente della funivia del Mottarone che ha causato la morte di 14 persone il 23 maggio scorso. 
Si aggiungono altri undici indagati ai tre fermati ( e poi scarcerati) Luigi Nerini, gestore della funivia, Enrico Perocchio, direttore d'esercizio, e Gabriele Tadini, direttore d'esercizio e unico ai domiciliari.

Nell'elenco della richiesta di incidente probatorio, avanzata dalla procura di Verbania, ci sono anche due società (rispondo per la responsabilità amministrativa degli enti): Ferrovie del Mottarone e la Leitner, che si occupava della manutenzione dell'impianto. Tra i reati contestati c'è anche quello di attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli altri, già noti nelle indagini, sono la rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dal disastro, e un reato di falso contestato al solo Gabriele Tadini, caposervizio unico rimasto ai domiciliari.

Tra i nuovi indagati figurano dunque Anton Seeber, presidente del Consiglio d'amministrazione della Leitner, e Martin Leitner, consigliere delegato della stessa azienda. Inoltre c'è Peter Rabanser, dirigente responsabile del Customer Service della Leitner, delegato per l'ambiente e la sicurezza relativa agli impianti a fune. 

Tra i nuovi indagati anche Rino Fanetti, dipendente Leitner, che ha eseguito la testa fusa della fune traente superiore della cabina 3 precipitata lo scorso 23 maggio. Ci sono poi Alessandro Rossi della Sateco srl, "che ha effettuato in prima persone le prove magneto-induttive a novembre 2019", e Davide Moschitti, che per conto della stessa azienda ha operato il controllo nel novembre 2020. Indagato anche Federico Samonini, legale rappresentante della Scf Monterosa srl, "che ha fatto interventi di manutenzione e controllo visivo delle teste fuse» e le ha sostituite a scadenza", ad eccezione della testa fusa della cabina n.3 precipitata, la cui sostituzione era prevista per novembre 2021.

L'incidente probatorio si aprirà il prossimo 8 luglio.

La replica della Leitner

"Ribadiamo ancora una volta la nostra massima disponibilità a collaborare con gli organi inquirenti". Lo afferma in una nota la società Leitner. "Avendo in essere Leitner un contratto di manutenzione con la società Ferrovie del Mottarone, l'iscrizione da parte della Procura di Verbania nel registro degli indagati di alcuni suoi dirigenti e collaboratori è un atto dovuto", spiegano nella nota ribadendo "la ferma consapevolezza, che trova riscontro nell'ampia documentazione a disposizione della magistratura, di aver effettuato l'attività di manutenzione e i relativi controlli nel rispetto del contratto e delle norme vigenti".