Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione (Ansa)
Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione (Ansa)

Torre del Greco, 17 agosto 2018 - I funerali si svolgono in un silenzio irreale, rotto solo dai rintocchi delle campane e dagli applausi che accompagnano l'ingresso nella Basilica di Santa Croce delle bare di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. Torre del Greco dà l'ultimo saluto ai suoi quattro ragazzi morti tragicamente nel crollo del ponte Morandi a Genova. Le quattro bare sono sistemate davanti all'altare, circondate da un tappeto di fiori. I parenti hanno lasciato lì accanto alcuni oggetti che ricordano le loro passioni: una chitarra per Matteo, una Ferrari per Gerardo, le cuffie da dj per Antonio. Diverse centinaia di persone affollano le due navate laterali e i banchi della chiesa e in molti assistono dall'esterno, dove è stato appeso uno striscione con la scritta 'Non esiste perdono senza giustizia'. Nelle prime file i familiari delle vittime si abbracciano e seguono in lacrime la funzione religiosa. "Siamo riuniti in questa chiesa - ha sottolineato nell'omelia il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe - per pregare per i nostri fratelli morti per la tanta incuria che si è manifestata in questo drammatico evento. Non si può, non si deve morire per negligenza e per incuria. Giovanni, Matteo, Gerardo e Antonio - ha proseguito - sono morti non per destino ma per la mano violenta dell'uomo".  

Conclusa l'omelia del cardinale, Simona Fossa, parente di una delle vittime, ha letto dall'altare una lettera di addio. Oltre al dolore espresso in parole strazianti, la ragazza ha lanciato anche un vero e proprio atto d'accusa: "I ragazzi sono vittime dello Stato assente", che ha come unico obiettivo quello di "arricchirsi". "Spero che i responsabili paghini", ha aggiunto. 

"Mio figlio è stato ammazzato. È un omicidio di Stato, una disgrazia annunciata nella quale hanno perso ingiustamente la vita mio figlio e tante altre persone". Con la voce rotta dal pianto, Roberto Battiloro, padre di Giovanni esprime tutta la sua rabbia per la tragedia del ponte Morandi. "Lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini - prosegue - . Da domani quella legata alla morte di mio figlio sarà una battaglia per trovare i colpevoli della morte di Giovanni, dei suoi amici e di tutti i morti che non possono essere solo un numero". 

I familiari delle vittime di Torre del Greco non hanno preso parte ai funerali di Stato, ma volevano salutare per l'ultima volta i quattro giovani in forma privata. Qualcuno urla "devono pagare tutto". Nella Chiesa c'è silenzio, tristezza ma anche rabbia per quanto accaduto, per l'inaccettabile morte dei quattro giovani e di tutte le altre persone decedute a Genova. 

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