Roma, 14 gennaio 2022 - Ultimo saluto a David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo morto nei giorni scorsi. Oggi i funerali di Stato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli con il presidente Sergio Mattarella, il premier Mario Draghi, le più alte cariche dello Stato e i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Charles Michel

A celebrare le esequie l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, che conosceva il giornalista e politico dai tempi del liceo e che lo ha ricordato proprio come "un compagno di classe". "Tanti lo consideravano uno di noi per quell'aria empatica, un po' per tutti era un compagno di classe, quello che tutti avremmo desiderato, che sicuramente ci avrebbe aiutato", ha detto infatti nel corso dell'omelia. Commosso l'addio della moglie ("Sarà dura, durissima ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile") e dei figli, ma anche quello degli ex colleghi del Tg1.

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Sassoli nel ricordo dei figli: l'uomo che arrossiva ai complimenti. "Buona strada papà"

"Un uomo di tutti, voleva un'Europa unita" 

"Di David tutti portiamo nel cuore il suo sorriso, quasi timido - ha continuato il cardinale -. Qualcuno ha detto di non aver mai visto nessuno arrabbiato con David. Ha accolto la malattia con dignità senza farla pesare, vivendo con la forza dei suoi ideali e con l'amore che tanto lo ha circondato". "Era un uomo di parte e anche un uomo di tutti, la sua parte era quella della persona: per lui la politica doveva essere per il bene comune. Ecco perché voleva un'Europa unita con i valori fondativi, e ha servito perché le istituzioni funzionassero. Non ideologie ma ideali, non calcoli ma una visione", ha proseguito Zuppi ricordando l'amico come "beato anche nella sofferenza della malattia, vissuta con dignità senza lamentarsi". 

L'arcivescovo di Bologna ha anche citato l'ultimo messaggio di David Sassoli, il cui feretro è giunto in chiesa avvolto nella bandiera dell'Unione europea. "Abbiamo visto nuovi muri, i nostri confini in alcuni casi sono diventati confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità, muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo dalla fame dalla guerra dalla povertà - aveva detto il presidente dell'Europarlamento in un messaggio di auguri sui social, pochi giorni prima dell'ultimo ricovero in ospedale -. Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza e la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini e quando combattiamo contro tutte le ingiustizie". 

Tanti romani e non solo, dai più giovani agli anziani, si sono radunati sia in piazza della Repubblica sia davanti al maxi schermo allestito alla Terme di Diocleziano. E, ieri, una folla ininterrotta ha voluto rendergli omaggio alla camera ardente allestita in Campidoglio.

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Il ricordo dei colleghi del Tg1

Non sono mancati poi i ricordi personali, come quello degli ex colleghi del Tg1. "Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentilezza, con l'ostentazione del rispetto che avevi per gli altri, con lo sfinimento del dialogo, la forza della prudenza e la dirompenza della tua mitezza. A noi lasci una caparbia lezione di ottimismo", sono state le parole del messaggio letto dalla giornalista Elisa Anzaldo. Con voce rotta dalla commozione, Anzaldo ha rievocato quando "arrivava trafelato in studio" poco prima dell'inizio del telegiornale, il "maledettissimo vizio del fumo", la sua ritrosia di fronte ai social network: "Lui diceva, 'ma io sono qui, parliamocì. Diceva che è social buttare giù un muro, perché dietro c'è un mondo. Che è social accogliere un migrante, perché dietro di lui c'è una comunità. Che La famiglia è più ricca e moderna di un gruppone Facebook". "Un'ondata di affetto ci ha travolto al Tg1 - ha detto - e ci ha fatto ricordare tanti momenti: se a mensa se ti scappava poco poco l'inizio di una discussione politica non ti si fermava più, partivi da De Gasperi, per concludere che qualcosa comune bisognava farla. E l'hai fatta. Dicevi, il problema degli altri è il mio problema, L'indifferenza non è un'opzione, tutti gli insegnamenti di don Milani che avevi respirato a casa e raccontavi a noi". 

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La politica unita per dirgli l'addio

Oltre al presidente Sergio Mattarella e al premier Mario Draghi, ci sono il presidente della Camera Roberto Fico, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, i ministri Marta Cartabia, Andrea Orlando, Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Patrizio Bianchi, Elena Bonetti, il commissario per l'emergenza Covid Figliuolo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Presenti anche Matteo Renzi, Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Antonio Tajani, il senatore a vita Mario Monti, Gianni Letta, e la delegazione del Parlamento europeo. 

A concelebrare i funerali, con il cardinale Zuppi, l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, il Vicario generale per la diocesi di Roma, cardinale Angelo De Donatis, dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Paul Gallagher, da monsignor Massimiliano Boiardi e da padre Francesco Occhetta.