23 ago 2015

Casamonica, troupe tv aggredita: 2 arresti. Funerali-show, Grillo: "Denunceremo Alfano e Marino"

Minacce di morte per gli operatori della troupe dopo essere stati circondati da una decina di persone. La polizia ha fermato due italiani. Sul blog a 5 stelle Grillo attacca: "Chiederemo il risarcimento di immagine"

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Uno dei manifesti apparsi davanti la parrocchia durante i funerali nella chiesa Don Bosco, alla periferia di Roma, di Vittorio Casamonica, 65 anni, uno dei maggiorenti dell'omonimo clan che viene ritenuto responsabile di attivit� illecite come usura, racket e traffico di stupefacenti nell'area sud est della citt�, 20 agosto 2015. "Hai conquistato Roma, ora conquista il paradiso" e "Vittorio Casamonica re di Roma" recitano alcuni manifesti che lo ritraggono a mezzo busto con una corona in testa, il Colosseo e il cupolone sullo sfondo. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Roma, 23 agosto 2015 -  Una troupe del programma di Rai 3 Agorà è stata aggredita questo pomeriggio a Roma mentre stava effettuando delle riprese in via del Quadraro, dove abitano esponenti dei Casamonica. Nel tentativo di rubargli la telecamera un cameraman è stato spintonato e lievemente ferito. 

"Un uomo mi ha minacciato di morte dicendomi ripetutamente 'ti ammazzo se non mi dai la telecamera", ha raccontato Alfonso Iuliano, uno degli inviati aggrediti. "Siamo stati circondati da una decina di persone", spiega il giornalista, "Il cameraman è stato strattonato e graffiato sul braccio, quindi gli hanno tolto la telecamera e la scheda video, restituita solo dopo che tutto il materiale girato era stato cancellato. Solo l'intervento della polizia ha evitato il peggio". "Intorno alle 15", spiega Iuliano, "dopo aver girato delle immagini davanti alla villa della Romanina dove viveva Vittorio Casamonica, mi sono spostato in via del Quadraro, dove mi era stato segnalato un insediamento abusivo di alcuni membri della famiglia. Si tratta di un piccolo comprensorio, di 6-7 case, attorno a una piazzetta". Il giornalista ha raccontato di essersi recato sul posto assieme al cameraman, in auto, per verificare la notizia. "Alcune persone ci hanno detto di andare via perché non c'entravano nulla coi Casamonica ma, dopo che alcuni residenti ci hanno invece confermato che si trattava proprio di loro, siamo tornati indietro, questa volta a piedi". A quel punto la situazione è precipitata. "Siamo stati circondati da una decina di persone", aggiunge Iuliano, "Il clima è diventato subito molto teso, c'era un viavai preoccupante di gente. Il cameraman è stato strattonato e graffiato sul braccio, quindi gli hanno tolto la telecamera e la scheda video, restituita solo dopo che tutto il materiale girato era stato cancellato. Contemporaneamente, un uomo mi ha minacciato di morte, dicendomi ripetutamente 'ti ammazzo se non mi dai la telecamerà". E' subito scattato il fermo per alcune persone, mentre Iuliano ha sporto denuncia.

ESPOSITO E MARINO: SOLIDARIETA' - "Esprimo totale solidarietà e vicinanza alla troupe di Agorà aggredita mentre esercitava il diritto di cronaca, un diritto in questo Paese sancito dalla Costituzione. Ma questo fatto conferma che i Casamonica e i criminali di stampo mafioso a loro associati si ritengono padroni del territorio. Per questo continuo a dire che vanno messi nel centro del mirino della legge. Ognuno faccia la propria parte, il Comune e le forze dell'ordine". Queste le parole dell'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Stefano Esposito, commenta l'aggressione. Messaggio di sostegno anche da parte del sindaco di Roma: "Solidarietà alla troupe Agorà Rai per l'aggressione subita. La Roma perbene non farà nessun passo indietro contro mafia e malaffare". Lo scrive il sindaco Ignazio Marino su Twitter.

FUNERALI, LE POLEMICHE - Intanto nessuno sembra disposto a mettere la parola fine sulle polemiche sui funerali-show del boss dei Casamonica, dopo la relazione del prefetto Gabrielli ad Alfano e la presa di posizione del Vaticano che tramite l'Osservatore Romano ha parlato di 'scandalo'. Sulla vicenda interviene il viceministro dell'Interno Bubbico che al Mattino assicura: "Chi ha sbagliato paghi, ma non si cerchi il capro espiatorio". Matteo Orfini, commissario Dem a Roma e presidente del partito blinda la giunta Marino e difende le istituzioni: "Marino e Zingaretti stanno lavorando per riportare trasparenza e legalità in un tessuto in cui le infiltrazioni mafiose sono serie. La giunta Marino è baluardo di legalità. Scioglierla sarebbe un autogol". 
Ma M5S mette il carico alla polemica e sul blog di Grillo annuncia: "Denunceremo Alfano e Marino". Intanto il piazzale della chiesa San Giovanni Bosco - dove si sono svolti i funerali - stamattina è presidiato dalle forze dell'ordine.

GRILLO ATTACCA -  "Dopo il funerale di Vittorio Casamonica, il M5S denuncerà il ministro Angelino Alfano e il sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere loro il risarcimento per i danni di immagine, decoro e reputazione subiti a livello nazionale e internazionale", scrive Grillo in un post. "Oltre all'umiliazione, ora i romani e i cittadini devono subire anche la beffa del rimpallo di responsabilità tra le anime belle che oggi dicono 'non sapevo'", proseguono i 5stelle che puntano il dito anche contro Matteo Renzi. Il premier "per opportunismo politico si rifiuta di sciogliere per Mafia il comune di Roma". E ancora: "Il danno alla Capitale e ai romani è enorme (...) I milioni di euro di risarcimento che dovessero arrivare, li useremo per rifare le strade di Roma più danneggiate e tappare le buche che il sindaco non è stato in grado di rimettere a posto".

LA CHIESA PRESIDIATA -  Intanto prima della messa delle 11 il piazzale della chiesa San Giovanni Bosco è presidiato dalle forze dell'ordine per la messa di don Giancarlo Manieri, il parroco che ha celebrato i funerali di Vittorio Casamonica. "Non è tollerabile quello che è successo - commenta una residente - Il parroco? Capisco la sua posizione, il timore visto la gente di cui si parla, i 
Casamonica. Quello che chiedo di più è la protezione delle istituzioni che non ci sono state. Sono state assenti. Non si può addossare le colpe solo al parroco".

In piazza continua anche oggi il presidio del Pd: "Abbiamo iniziato un presidio per rispondere e ribellarci a tutto ciò che è contro alla legalità - spiega uno dei militanti del circolo del Municipio VII - È contro un modo di fare che tiene in ostaggio la città".

ENAC SI DIFENDE - Rispetto alla polemica sull'elicottero che ha sparso petali di rosa sul corteo funebre, Enac spiega: "Le licenze del personale di volo vengono rilasciate in conformità al Regolamento Europeo numero 1178 del 2011 e, pertanto, sono in armonia con quanto accade negli altri Stati della Comunita' Europea". E aggiunge: "il totale delle licenze del personale di volo rilasciate dall'Enac e valide al 31 dicembre 2014 e' di 18.861".
L'Enac, inoltre, chiarisce che "in base al regolamento di riferimento le licenze conseguite anche negli altri 27 Paesi membri dell'Unione Europea sono valide in Italia e i possessori di tali licenze possono liberamente circolare su tutto il territorio dell'Unione Europea. Si evidenzia, infine, che i piani di volo vengono comunicati all'Enav, fornitore dei servizi della navigazione aerea, che rilascia le relative autorizzazioni".

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