Foto di Mario e della moglie sul feretro (Ansa)
Foto di Mario e della moglie sul feretro (Ansa)

Somma Vesuviana, 29 luglio 2019 - E' gremita la chiesa di Santa Croce di Santa Maria del Pozzo, a Somma Vesuviana. Le persone, accorse per l'addio al vice brigadiere Mario Cerciello Rega, hanno riempito anche le navate laterali, accalcandosi in piedi per assicurarsi con largo anticipo di poter essere presenti alla funzione. E mentre in Italia (e negli Usa) infuria la polemica in seguito alla diffusione di una foto che mostra uno dei due americani indagati - Natale Hjort - bendato durante l'interrogatorio in caserma, con le mani legate e il capo chinato, a Somma Vesuviana, dove è stato proclamato il lutto cittadino, è il giorno del dolore per Mario. I commercianti hanno tappezzato le strade con le bandiere tricolore in onore del compaesano morto in servizio. Commozione e applausi all'arrivo del feretro, avvolto nel tricolore e portato a spalla dai colleghi dell'Arma. 

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Le istituzioni al funerale

Il primo ad arrivare è il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, seguito dal vice presidente del Senato Ignazio Larussa e dall'ex ministro della Difesa Pinotti, oltre all'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, oggi europarlamentare del Pd. Tutti vengono accolti con composto silenzio dalla folla in piazza. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini viene accolto dagli applausi della folla e non manca di stringere qualche mano che gli viene tesa dalle transenne. Successivamente è il turno del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del ministro dell'ambiente Sergio Costa e del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. Come aveva preannunciato non ha fatto mancare la propria presenza nemmeno il presidente della Camera Roberto Fico

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Il passo del Vangelo

La vedova di Mario Cerciello Rega, Maria Rosaria, ha voluto che fosse letto, durante la funzione, lo stesso passo del Vangelo del loro matrimonio, avvenuto nella stessa chiesa a Somma Vesuviana un mese e mezzo fa. Si tratta del passaggio di San Matteo in cui Gesù definisce i suoi discepoli il sale della terra e la luce del mondo. "Oggi non avremmo voluto essere in questa Chiesa in cui alcuni di voi, poche settimane fa, sono stati riuniti da Mario e Maria Rosaria per celebrare nella gioia il grande mistero dell'amore - dice nell'omelia Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l'Italia - Un mistero che ci parla ancora in modo commovente anche attraverso il Vangelo che tu, Maria Rosaria, hai voluto si rileggesse oggi, perché aveva toccato le corde del vostro cuore nel giorno del matrimonio. Era la festa di S. Antonio e Mario - sappiamo - aveva scelto quella data per sentire ancora più vicino suo padre Antonio dal Cielo. Oggi Mario ci chiama nuovamente, questa volta lui dal Cielo, e noi, che ancora facciamo fatica a crederci, siamo riuniti da un dolore improvviso, straziante, che sentiamo ingiusto".

Le parole dell'arcivescovo al funerale

"Mario ha servito persino la vita dei criminali, anche di colui che lo ha accoltellato e che, certamente, egli avrebbe voluto difendere dal dramma terribile della droga che disumanizza e rende vittime dei mercanti di morte, soprattutto i giovani", prosegue l'arcivescovo: "i suoi colleghi riferiscono di come incarnasse a perfezione la missione del carabiniere, con competenza e destrezza ma anche con una dedizione e una cura della persona superiori a ogni regolamento scritto; era capace di vegliare una notte intera in ospedale, accanto a una madre vedova e alla figlia, o di provvedere ai pasti e alla dignità dei criminali arrestati. Il suo sorriso ha occupato in questi giorni le prime pagine dei giornali, testimonianza di una non comune capacità di donare amore, amicizia, gioia. Era la sua vita, perciò ha potuto servire la vita fino alla fine, offrendo una lezione indimenticabile che lascia senza parole e ha fermato l'Italia, con una partecipazione di popolo poche volte registrata". Infine un monito: "Basta! Basta piangere servitori dello Stato, giovani figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita!".

Il comandante dei carabinieri

Al termine delle esequie il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri ha preso la parola: "Se è concesso al comandante generale in questo momento fare delle richieste vorrei che si trasformassero in due parole: rispetto e riconoscenza. Il cuore di Mario è stato trafitto da undici coltellate, è bene che noi tutti si eviti la dodicesima coltellata, serve rispetto. Giusti i dibattiti, sono legittimi, ma teniamoli lontani, non oggi. E i toni non siano la dodicesima coltellata". 

Le parole della vedova del carabiniere 

"Prometto di amarti e onorarti sempre tutti i giorni della mia vita". Così Maria Rosaria, la moglie di Mario Cerciello Rega, ha ripetuto in lacrime i voti nuziali, da quello stesso altare dove poco più di un mese e mezzo fa si era sposata con il vicebrigadiere ucciso a Roma. La donna, con voce rotta dall'emozione, ha letto anche la preghiera della moglie del carabiniere.

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Salvini acclamato al funerale 

"Vogliamo giustizia per Mario. Matteo, pensaci tu" ha gridato la folla rivolgendosi al ministro dell'Interno Matteo Salvini al termine dei funerali. Il segretario della Lega ha voluto salutare i tanti cittadini presenti nella piazza antistante la chiesa e poi raggiungere Rosa Maria Esilio, la vedova del carabiniere di 35 anni ucciso a Roma, a cui il vicepremier ha stretto le mani. La donna, in lacrime, ha poi mostrato al ministro alcune foto del marito.

Mario sarà sepolto nel cimitero di Somma Vesuviana. Nella cittadina in cui è nato e cresciuto è stata eretta una lapide in suo onore e ricordo.