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21 apr 2022

Egiziani aggrediti a Torino perché fumano durante il Ramadan

Le vittime hanno 61 e 72 anni "Siamo cristiano copti". La Lega all’attacco: il credo . non si impone con le botte

21 apr 2022
Una manifestazione a Roma contro l’odio religioso: gli islamici sono spesso vittime di attacchi strumentali per colpa degli estremisti dell’Isis
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Due egiziani sono stati aggrediti a Torino perché fumavano durante il Ramadan. I due, cristiani copti, sono stati colpiti con calci e pugni. Il fatto ha subito scatenato reazioni politiche, a partire dall’assessore all’Emigrazione della Regione Piemonte, Maurizio Marrone: "L’episodio che ha visto protagonisti Sherif e Nabil Azer è preoccupante perché ci dà il polso di quanto le nostre città stiano diventando territori franchi per integralisti islamici che non hanno alcuna intenzione di integrarsi, e anzi aggrediscono coloro che ritengono non rispettino la legge islamica".

"La comunità cristiano-copta subisce da anni le violenze dell’estremismo islamico in Egitto – aggiunge Marrone – con chiese bruciate, attentati kamikaze e aggressioni. Il fatto che ora anche in Europa e a Torino si inizino a vedere replicate dinamiche inquietanti dovrebbe preoccupare tutte le istituzioni. Contro gli integralisti islamici servono pugno duro e rimpatri, non il buonismo che troppo spesso ha contraddistinto le amministrazioni comunali al governo di Torino". I due uomini di origine egiziana di 62 e 71 anni sono stati aggrediti nella periferia di Torino da un gruppo di cittadini nordafricani proprio perché accusati di fumare e non rispettare il Ramadan. Le vittime hanno riportato ferite lievi. "Non è ammissibile che in Italia non sia rispettata la libertà religiosa. La Lega denuncia da sempre come sia fondamentale l’integrazione e il rispetto delle regole nel nostro Paese, affinché violenze simili non accadano più", hanno commentato i deputati torinesi del partito di Salvini, Alessandro Benvenuto ed Elena Maccanti.

"Se confermata si tratti di una notizia preoccupante: non è accettabile che qualcuno pensi di poter andare in giro a imporre con la violenza o l’intimidazione il proprio credo religioso. È necessario vigilare contro questo modo di intendere la fede", spiega l’assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca.

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