Piero Degli Antoni I predatori della dentiera perduta. Mostri, scimmie, serpenti, assassini e criminali nazisti – niente al confronto del pericolo che Harrison Ford dovrà affrontare nel prossimo film di Indiana Jones: l’età. A 78 anni invece del bastone impugnerà la frusta, al posto del...

Piero

Degli Antoni

I predatori della dentiera perduta. Mostri, scimmie, serpenti, assassini e criminali nazisti – niente al confronto del pericolo che Harrison Ford dovrà affrontare nel prossimo film di Indiana Jones: l’età. A 78 anni invece del bastone impugnerà la frusta, al posto del deambulatore si aggrapperà alla criniera di un cavallo. In un’epoca di forsennato politically correct, in cui ogni categoria dell’universo viene protetta – dai gay ai Sentinelesi, dalle guardie svizzere al vombato dal naso peloso – gli unici di cui i belligeranti della equanimità di genere non si curano sono proprio gli anziani. Non si può dire grasso, pelato, nano, ma si può sbeffeggiare impunemente un attore di una certa età che pretende di interpretare ancora una volta un eroe prestante e coraggioso.

Nella moda si impongono modelle sovrappeso, nella fiction si plaude alle regine elisabettiane di pelle nera, eppure certi ruoli dovrebbero ancora essere appannaggio esclusivo di uomini giovani, aitanti, nel pieno della virilità. No, signori miei, se dobbiamo essere rispettosi delle diversità allora evviva un Indiana Jones che tra un duello e l’altro s’infila gli occhiali per controllare se la pistola è carica, si cambia il pannolone, deposita la dentiera nel bicchiere. Basta con l’odioso stereotipo dell’eroe sbarazzino, immune da ogni male. Viva un Indiana Jones con la gotta, la memoria flebile, il gilet di lana anche nel deserto. Per il quinto capitolo sogniamo già il titolo: Indiana Jones e l’ultima badante.