Il capo dei vescovi francesi, Eric de Moulins-Beaufort
Il capo dei vescovi francesi, Eric de Moulins-Beaufort

Parigi, 3 ottobre 2021 - Più di tremila pedofili, tra preti e religiosi, dal 1950 a oggi. Diecimila le vittime accertate in un Paese, la Francia, dove oltre il 10% degli over 18 è stato oggetto di violenze sessuali durante l'adolescenza. L’ultima piaga in ordine di tempo del dramma pedofilia nella Chiesa, dopo il terremoto che ha convinto in Germania il cardinale Reiner Woelki a prendersi una 'pausa di riflessione', lacera stavolta la comunità ecclesiale d’Oltralpe, in trepidante attesa per la pubblicazione di un dossier sugli abusi sui minori commessi dal clero che si preannuncia dirompente per la stessa tenuta dei vertici episcopali locali.

Il dossier

Il documento, al quale ha lavorato dal 2018 una commissione indipendente composta da giuristi, teologi, psicologi e operatori pastorali, su mandato della Conferenza episcopale francese, sarà reso noto martedì. Duemilaecinquecento pagine anticipate alla stampa dal presidente della task force, il 72enne Jean-Marc Sauvé. "Migliaia di pedofili hanno operato all’interno della Chiesa d'Oltralpe dal 1950 – ha  dichiarato l’ex vicepresidente del Consiglio di Stato transalpino in un’intervista a Le Journal du Dimanche –. Si tratta di circa 3.200 preti e altri membri religiosi, anche se la stima è al ribasso".  L’indagine, che, avvalendosi di testimonianze raccolte anche attraverso una speciale linea telefonica, ha evidenziato più di diecimila vittime in oltre settant’anni, conferma gli altissimi livelli di abusi perpetrati  in generale nella società francese. "Su 51,4 milioni di over 18  nella popolazione – ha chiosato Sauvé –, sono 5,5 milioni quelli che hanno subito violenze sessuali durante l’adolescenza. Si parla di più del 10%". Conclusa la fase d'indagine sulla portata della pedofilia nelle sacre stanze, la commissione annuncerà  45 proposte per prevenire gli abusi: proposte che investono la governance ecclesiale, la riforma del diritto canonico, le modalità di ascolto delle vittime e la formazione di chierici e consacrati.

Possibili dimissioni

Del dossier ha discusso con Francesco nei giorni scorsi il presidente dei vescovi, Eric de Moulins-Beaufort. "Ho detto al Papa quello che ho potuto, gli ho lasciato una nota al riguardo in modo che potesse studiare – ha dichiarato il presule ai giornalisti –. Mi è sembrato necessario farlo, è importante che sia avvertito. Il rapporto sarà severo, siamo pronti a subire lo choc di questa gravità". Non è escluso che, all’indomani della pubblicazione del dossier, tutti i vescovi d’Oltralpe rimettano il mandato nelle mani del Papa sulla falsariga di quanto fecero nel 2018 gli omologhi cileni in una circostanza dai contorni simili. Di certo Francesco sta seguendo con particolare attenzione quanto sta emergendo dal ventre molle della Chiesa d’Oltralpe, l’unica che, dall’inizio del pontificato bergogliano, non è stata gratificata da alcuna berretta cardinalizia. Fatto salvo per quella assegnata a Dominique Mamberti, prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica. Una promozione più che scontata, per giunta a un uomo di Curia e non a un presule impegnato sul territorio francese.