Stefania e Bobo Craxi, figli di Bettino (AnsA)
Stefania e Bobo Craxi, figli di Bettino (AnsA)

Milano, 20 luglio 2019 - La morte di Francesco Saverio Borrelli non smorza il giudizio storico-politico dei detrattori del magistrato che fu a capo dell'inchiesta 'Mani Pulite'.  "Guidò un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro" dice Bobo Craxi, figlio dell'ex presidente del Consiglio e segretario del Psi Bettino, che ricevette il suo primo avviso di garanzia proprio da Borrelli. Anzi ne fu la "punta di diamante". "Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato", continua. Craxi ammette però che negli ultimi anni Borrelli "ha saputo esprimere un secco revisionismo su quell'azione che ebbe risvolti politici a tutti noti. Seppe fare un'analisi obiettiva", dichiarando "che non valeva la pena di buttare all'aria il mondo precedente per cascare poi in quello attuale. Insomma, si rese conto da solo del disastro che combinarono" lui e gli altri magistrati del pool. "L'Italia uscita da Tangentopoli è peggiore di quella che c'era prima". In ogni caso, "la guerra è finita, pace all'anima sua". 

Per la sorella Stefania Craxi Borrelli è stato "uno dei protagonisti principali di una stagione infausta della nostra storia repubblicana".  La senatrice forzista salva la scelta di "vestire solo e sempre la toga e nei recenti anni", a dispetto di "molte comparse del tempo, compresi taluni suoi compagni magistrati assurti ad eroi e gettatasi nell'agone politico ed alla ricerca di incarichi pubblici". E Borrelli "ebbe ad avanzare alcune riflessioni amare sugli effetti prodotti dalle inchieste di 'Mani pulite'". In ogni caso, "la sua dipartita porta con sé molti segreti e molti 'detto non detto' che, nonostante il lavoro della storia, resteranno probabilmente celati". Rispetto e silenzio sono comunque dovuti "all'uomo e alla famiglia" nel momento del dolore. 

Dopo l'inchiesta Mani Pulite, Bettino Craxi fu condannato due volte in via definitiva per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano, e morì in Tunisia, dove si era rifugiato, mentre erano in corso altri quattro processi contro di lui. Ha sempre respinto la prima delle due accuse. 

MATTARELLA - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime in una nota il suo cordoglio per la morte di Borrelli, "magistrato di altissimo valore, impegnato per l'affermazione della supremazia e del rispetto della legge, che ha servito con fedeltà la Repubblica".

M5S E PD - Si susseguono commiati e commenti della politica. Borrelli era "giudice galantuomo", lo ricorda l'ex premier Pd Paolo Gentiloni. Con lui "scompare un grande magistrato e un uomo perbene – scrive su Twitter il segretario dem Nicola Zingaretti - Lascia in eredità il suo esempio e il suo impegno sempre dalla parte della legalità". Il presidente della Camera Roberto Fico saluta il "magistrato integerrimo" che "ha scritto una parte importante della storia del paese". In una nota i deputati del Movimento 5 Stelle si uniscono al cordoglio per "questo grande difensore dell'indipendenza della magistratura dalla politica" che ha contribuito a far luce "sulla corruzione dilagante nei posti di potere e nella politica".