La frana in Cadore (LaPresse)
La frana in Cadore (LaPresse)

Belluno, 5 agosto 2015 - Cadore flagellato dalle frane. La situazione nel Bellunese è critica: la violenta bomba d'acqua di ieri ha causato rapide, smottamenti e frane che hanno colpito soprattutto le zone di San Vito di Cadore e Cortina. Case e negozi allagati, strade bloccate, impianti di sci distrutti e, soprattutto, già tre morti accertati, sembra tutti stranieri. Una delle vittime sarebbe una ragazzina di 14 anni. La frana più imponente ha fatto esondare il torrente Ru Secco, tra Cortina e San Vito di Cadore, travolgendo diverse automobili. I soccorsi sono ancora in atto: sul posto i vigili del fuoco con le unità cinofile, uomini del soccorso alpino, carabinieri, polizia, guardia di finanza, protezione civile della sezione Ana Cadore. I danni sono ingenti e ancora da quantificare, la circolazione stradale sta gradualmente tornando alla normalità. Il governatore del Veneto Luca Zaia: "Emergenza nazionale, già avviata la macchina degli aiuti".

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Cortina è rimasta isolata per diverse ore, allagamenti e colate di fango hanno travolto case ed esercizi commerciali. La situazione nell'area è "ancora pericolosa", dice il sindaco di San Vito di Cadore, Franco De Bon. La natura si accanisce ancora una volta il Veneto con le sue manifestazioni estreme. L'8 luglio ci fu una tromba d'aria sulla Riviera del Brenta che provocò 4 morti. Ieri a San Vito in un'ora sono scesi 40 millimetri di pioggia, la massa della frana dovrebbe essere intorno ai 100mila metri cubi.

LE VITTIME - Un turista della Repubblica Ceca, e non polacco come inizialmente indicato, è morto, portato via dall'acqua che ha travolto la sua automobile. Il suo corpo è stato ritrovato dai vigili del fuoco a poche decine di metri dalla vettura.  La seconda vittima è una ragazzina, forse adolescente. "Avrà circa 14 anni - spiega Andrea Fiori, vicesindaco e assessore comunale di San Vito di Cadore  -, ma non è del paese". Il corpo è stato trovato stamane dai vigili del fuoco in un'area vicina al cimitero. Le condizioni del cadavere tuttavia, non consentono ancora nè una determinazione certa dell'età nè tantomeno l'identificazione. Finora non risultano denunce di scomparsa di minori. Una terza vittima è stata scoperta poco fa dai vigili del fuoco. Si tratta - riferiscono i pompieri - di un uomo. Il corpo é stato individuato nei pressi del fiume Boite. 

IL DRAMMA DEI GIOVANI SPOSI - Delle auto travolte dell'esondazione del Ru Secco due erano vuote, sulla terza si trovava una coppia di giovani coniugi cechi: lei, 43 anni, è stata tratta in salvo dai pompieri, il corpo di lui, 56 anni, è stato trovato a poche decine di metri dai vigili del fuoco.

Le tre vetture erano parcheggiate davanti ad una piccola baita vicina ai tracciati delle piste da sci, pochi chilometri sopra il paese. La furia dell'acqua e del fango ha strappato via le automobili e le ha scaraventate nel greto del torrente, decine di metri più in là. La donna, trovata in stato di ipotermia, ha cercato di trattenerlo per un braccio, ma la forza dell'acqua lo ha trascinato fuori dal veicolo. Lei si trova ora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Pieve di Cadore per le conseguenze dell'ipotermia. 

LA TESTIMONIANZA - "Abbiamo visto l'auto schiacciata, io e miei tre compagni e poi avvicinandoci nel buio tra pioggia e fango abbiamo visto il braccio e il dorso di una donna che chiamava il marito mentre era incastrata con una gamba", ha raccontato il capo del Soccorso alpiano di San Vito in Cadore che nella notte ha soccorso la donna ceca. "L'auto era in bilico su un salto di una decina di metri - ha proseguito - e mentre gli altri tre spingevano a forza di braccia l'auto perché non precipitasse ho estratto la donna sotto choc, ma praticamente illesa, anzi miracolata". 

CORTINA ISOLATA - La frana, venuta giù come già in passato dalle pendici del monte Antelao, ha invaso la statale Alemagna, isolando così anche Cortina d'Ampezzo per diverse ore, e ha raggiunto un'abitazione, dove non c'era nessuno, innescando allagamenti e colate di fango che hanno interessato altre case ed esercizi commerciali. Travolto anche un piccolo ponte lungo la pista ciclabile di San Vito. 

Ma San Vito non è stato l'unico colpito dal fortissimo nubifragio. Un'altra frana è scesa a valle nella zona di Borca di Cadore, a Cancia, dove nel luglio del 2009 un fenomeno analogo causò la morte di due persone, madre e figlio, sepolte nella loro baita da fango e sassi, ed una terza si è scaricata invece nei pressi di Auronzo, ricoprendo la strada regionale 48 delle Dolomiti. Qui il fenomeno è stato provocato dalla tracimazione del torrente Giralba. Come sulla statale Alemagna, anche in questo caso la circolazione è stata bloccata per alcune ore. Sul luogo stanno operando i vigili volontari di Auronzo e Padola. 

I DANNI - Si registrano diversi danni materiali, fra cui la distruzione di una seggiovia, e quella di parte di un ponte fra Auronzo e Misurina, dove è stata danneggiata anche la linea della media tensione. A San Vito di Cadore, l'esondazione del Rù Secco ha portato tonnellate di materiale fino in paese, dove sono stati danneggiati negozi e case. 

ZAIA -  Il presidente del Veneto Luca Zaia sta seguendo da ieri sera con grande apprensione gli sviluppi della frana e monitora in tempo reale la macchina dei soccorsi: "Purtroppo episodi di questi tipo - osserva Zaia - si stanno ripetendo con insistente frequenza su tutto il territorio nazionale a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di un colpevole disinteresse verso il territorio. La vera emergenza nazionale, da aggredire senza se e senza ma, è la messa in sicurezza del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico. Avevamo visto giusto nel predicare da anni, in linea con il piano di interventi firmato dal professor Luigi D'Alpaos, meno cemento e più opere di difesa del suolo".

"SITUAZIONE ANCORA PERICOLOSA" - L'area di San Vito non è ancora stata messa in sicurezza. "Una grande massa di materiale non compattato, semi liquido, è ancora presente - spiega il sindaco del paese Franco De Bon - e sta ostruendo in questo momento il canale e il libero flusso del Ru Secco. La funzionalità idrica di questo rio, a nostro avviso, sembra essere compromessa. Tutte le opere di difesa sono state sommerse, per cui adesso c'è un lungo canale di ghiaia che ricopre questo rio. E questo - conclude De Bon - a fronte di una possibile precipitazione, potrebbe innescare un ulteriore movimento franoso".