Cronaca

Da mercoledì prossimo alcuni agenti delle forze dell’ordine gireranno con una pistola elettrica nella fondina. Dopo mesi di formazione, parte la sperimentazione del taser, l’arma a impulsi elettrici che inibisce i movimenti dei soggetti colpiti. A sigillare il via alla prima fase di utilizzo del taser è stato proprio il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro – scrive su Facebook –. Per troppo tempo le nostre forze dell’ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter difendere in modo adeguato il popolo italiano». E in serata Salvini ha aggiunto: «Mi piacerebbe che il taser fosse presente in tanti ambienti, ad esempio sui treni».

Le linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza definiscono il taser «un’arma propria», che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. Il taser «va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto». Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre «considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento e i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta». Bisogna tener conto della «visibile condizione di vulnerabilità» del soggetto (ad esempio una donna incinta) e fare attenzione all’ambiente per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche. L’arma è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 Paesi

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