Cronaca

La centralità delle periferie, il rilancio della misericordia al fianco della verità, l'urgenza della missione nell'annuncio del Vangelo, la sinodalità come criterio di discernimento delle sfide pastorali, dalla famiglia ai giovani. C'è tutto questo e altro ancora nei primi cinque anni del pontificato di Papa Francesco. Complice uno stile sobrio e informale, meno rigoristico dei suoi predecessori, Bergoglio non solo è più amato all'esterno che all'interno della Chiesa, dove la comunione è un esercizio sempre meno di stile per i cattolici, nei secoli disabituati a un confronto reale su dottrina e pastorale come richiesto oggi dal vescovo di Roma. Il Pontefice 'preso dalla fine del mondo' sta anche cambiando il volto della cristianità. 

Ratzinger: "Basta pregiudizi su me e Papa Francesco"

Si dirà che è un’operazione di cosmesi, alle volte anche un po' marchiana, vedesi il matrimonio officiato sul volo di ritorno dal Perù, ma il papato argentino non è e non può essere ridotto solo all’apparenza. L’azione di Francesco è più profonda, strutturale, pur nella sua intrinseca caoticità: sta rilanciando o aprendo una serie di cantieri di riforme (Curia romana, dialogo ecumenico, fino ad ambiti più inediti per gli alti livelli vaticani, dalla questione del rapporto fra donne e ministeri al nodo del clero uxorato). Tante, forse troppe svolte non vedranno il loro compimento da qui alla fine di questo papato.

Colpa del suo profilo, apripista più che riformista. Cardinali e vescovi ultraconservatori picchiano duro contro Francesco che  ha ripreso in mano il Concilio Vaticano II, vera bussola del suo agire. Di quell'assise innovatrice, che lui non ha vissuto in prima persona, rispetta la lettera e rispolvera lo spirito di sincera empatia con la cittá dell'uomo. Senza strappi laceranti, però.

Il lustro di Francesco, papa diverso

Come un pastore che non vuole e non può smarrire il gregge. Le riforme, anche solo quelle pastorali, si fanno il più possibile insieme. Il popolo di Dio non può subirle, deve essere pronto a recepirle, anche a costo di deludere le voci più aperte del nostro tempo. Quelle che, davanti alla lentezza della macchina del cambiamento, oggi, paradosso per paradosso, provano nostalgia del Papa re. 

di GIOVANNI PANETTIERE

Sport Tech Benessere Moda Magazine