Cronaca

Vent'anni, due bimbi piccoli, una storia d'amore fallita e un nuovo compagno con cui litigava. E' stata una vita difficile, quella di Laura Petrolito. E la sua morte è stata atroce: ha finito i suoi giorni accoltellata e gettata in un pozzo. Abbandonata dalla madre a tre anni, cresciuta dal padre tra una visita e l'altra degli assistenti sociali, era diventata mamma giovanissima e adorava entrambi i suoi figli (il più grande vive con la nonna paterna). Un amore enorme raccontava su Facebook. "Non giudicate la mia vita", implorava. Dopo ore di interrogatorio per l'omicidio è stato fermato il compagno, Paolo Cugno, bracciante agricolo e padre della seconda bimba di Laura, otto mesi appena. Una zia della vittima racconta che l'uomo la picchiava, ma lei non aveva mai voluto presentare denuncia. Ieri sera i due ragazzi, che vivevano a casa del padre di Laura, si sono allontanati per una passeggiata lasciando la loro bambina di 8 mesi. Non sono più tornati.
Laura sognava una casa sua. Desiderava trasferirsi con il fidanzato e la bambina in un posto tutto loro. Sperava di riprendere con sé anche il primo figlio che tanto amava e che era stato affidato ai nonni paterni perché lei era troppo giovane e fragile per occuparsene.

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