Un bambino afghano di due mesi, Sohail Ahmadi, consegnato dai genitori ai soldati americani attraverso una recinzione durante le caotiche operazioni di evacuazione dei civili afghani di fine estate all’aeroporto di Kabul, è scomparso. Mirza Ali Ahmadi e sua moglie Suraya, all’aeroporto il 19 agosto per lasciare il Paese, avevano affidato Sohail ai militari Usa nel timore che rimanesse schiacciato dalla folla e nella convinzione di raggiungerlo dall’altra parte della recinzione poco dop. E invece, siccome i talebani cominciarono a spingere indietro la folla che premeva, alla famiglia ci volle almeno un’altra mezz’ora per entrare nell’aeroporto. E quando alla fine il gruppo riuscì a passare, non trovarono più il figlio. Un gruppo afghano di sostegno ai rifugiati ha lanciato un appello per ritrovare Sohail, facendo circolare online una sua foto con la didascalia “Missing baby”. Dal governo americano un funzionario ha fatto sapere che il caso è stato segnalato a tutte le agenzie coinvolte nelle operazioni di evacuazione. Ma del bimbo nessuna notizia.