ROMA Suicidi giovanili sotto stretto monitoraggio. Una lunga scia di tragedie – o di vite rovinate – per ricatti sessuali o trasmissione in rete di immagini private in momenti di intimità. Stavolta è il Garante della Privacy a intervenire con una proposta di impatto considerevole contro il revenge porn. "Chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato...

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Suicidi giovanili sotto stretto monitoraggio. Una lunga scia di tragedie – o di vite rovinate – per ricatti sessuali o trasmissione in rete di immagini private in momenti di intimità. Stavolta è il Garante della Privacy a intervenire con una proposta di impatto considerevole contro il revenge porn. "Chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato motivo di ritenere che immagini o video a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere oggetto di invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione senza il suo consenso in violazione dell’art. 612-ter del codice penale, può rivolgersi, mediante segnalazione o reclamo, al Garante, il quale, entro 48 ore, provvede" ai sensi di legge.

È quanto emerge dalla bozza del nuovo dl sul tavolo del Cdm. "Quando le immagini o i video riguardano minori, la richiesta al Garante può essere effettuata anche dai genitori o dagli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela", si legge ancora. Naturalmente "l’invio al Garante di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito non integra il reato di cui all’articolo 612-ter del codice penale", sottolinea il comunicato.

Una precisazione necessaria, viste le previsioni di legge secondo le quali, "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000". E "la stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento".