Forza Nuova, Roberto Fiore (Imagoeconomica)
Forza Nuova, Roberto Fiore (Imagoeconomica)

Roma, 10 ottobre 2021 - Il popolo "ha deciso di alzare il livello dello scontro", con un comunicato di sfida Forza Nuova risponde agli arresti dei leader Roberto Fiore e Giuliano Castellino, e alle richieste di scioglimento del movimento estremista, arrivate da più parti dopo l'assalto di ieri alla sede della Cgil, devastata durante la manifestazione no green pass- no vax di Roma (Oltre ai vertici di Forza Nuova tra i 12 arrestati anche il ristoratore Biagio Passaro, leader del movimento 'IoApro', e l'ex Nar Luigi Aronica, soprannominato 'er pantera di Monteverde').

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Nel comunicato dello schieramento di estrema destra si legge: "Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi". 

"La giornata romana di ieri fa da spartiacque tra vecchio e nuovo", continua il testo: "Non è certo arrestando alcuni nostri dirigenti che il sistema impaurito e nervoso potrà fermarlo. Nemmeno lo scioglimento di Fn potrebbe invertire la rotta di quanto sta avvenendo e avverrà nelle prossime settimane".

"Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato" l'obbligo del green pass, sottolinea Forza Nuova, e il tono si fa minaccioso "ora la musica è cambiata e il direttore d'orchestra e compositore è solo il popolo in lotta" che "ha deciso di alzare il livello dello scontro". 

Nel comunicato si parla anche dell'attacco alla sede della Cgil, conseguenza della decisione dei sindacati di sostenere le mosse del governo sul certificato sanitario al lavoro. Il movimento sottolinea che la gente è costretta "a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l'attacco alla Cgil rientra perfettamente in questo quadro analitico. Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi". 

Infine nel comunicato, a firma dei militanti Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo, Stefano Saija, si legge: "Danno la croce addosso ad un movimento politico che non rappresenta che una piccolissima componente delle centinaia di migliaia di italiani esasperati", e aggiunge "dell'antifascismo, e con esso delle vecchie categorie ideologiche del secolo scorso, al popolo attaccato con violenza e ferocia inaudite dal regime non interessa nulla".

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