Sul Recovery Fund, che tanto divide gli alleati della maggioranza di governo, il partito di Silvio Berlusconi, ha le idee chiare. Secondo gli azzurri, che ieri mattina hanno presentato le loro proposte i soldi in arrivo da Bruxelles devono essere spesi in modo mirato per il rilancio dell’economia "e non sperperati per spartirsi le poltrone". Il portavoce di...

Sul Recovery Fund, che tanto divide gli alleati della maggioranza di governo, il partito di Silvio Berlusconi, ha le idee chiare. Secondo gli azzurri, che ieri mattina hanno presentato le loro proposte i soldi in arrivo da Bruxelles devono essere spesi in modo mirato per il rilancio dell’economia "e non sperperati per spartirsi le poltrone".

Il portavoce di FI, Giorgio Mulé, ha spiegato che per gli azzurri "sono tre le riforme che devono essere attuate per mettere in moto la macchina della ripartenza: la riforma del fisco, quella della Pa e quella della giustizia". La capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, si è concentrata sulla necessità di colmare il gap di genere: "senza incremento del lavoro femminile e della natalità, il nostro Paese non potrà far registrare crescite significative del Pil. Ecco perché nel Recovery Plan vogliamo un piano nazionale asili nido per garantire l’accesso agli asili nido a tutti i bambini tra 0 e 3 anni, investendo nella realizzazione di strutture adeguate, specie al Sud". Un tema, quello del Sud, sollevato anche da Tajani (nella foto) perché "sta vivendo un momento di grande difficoltà". Non a caso, tra i progetti da portare avanti, per FI, c’è quello del Ponte sullo Stretto.

Tajani – secondo cui "FI ha una visione di rilancio dell’economia" – ha criticato un governo che va avanti senza ascoltare le proposte dell’opposizione: "Avremmo voluto che il governo ci consultasse. Il nostro lavoro resta a disposizione", ma ciò non significa "che i nostri voti sono a disposizione della maggioranza". In altre parole, la collaborazione è sui temi, ove mancassero i voti. Sul Mes sanitario Tajani ha ribadito come gli azzurri siano convinti che "per sconfiggere il coronavirus, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti e uno di questi è il Mes".

Ettore Maria Colombo