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24 giu 2022

Fontane chiuse e stretta sugli orti L’Italia senza acqua corre ai ripari

Dall’Emilia Romagna al Friuli misure contro la crisi idrica. L’allarme di Coldiretti: servono nuovi bacini

24 giu 2022
giovanni panettiere
Cronaca
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale
Per l’Ispra l’impatto della. desertificazione è palpabile nel 28% del territorio nazionale

di Giovanni Panettiere ROMA Aspettando che il governo si decida a proclamare lo stato di emergenza, sono Regioni e Comuni a chiudere i rubinetti di un’Italia arsa dalla siccità. Sigilli alle fontane, stop al lavaggio delle auto, niente acqua potabile in casa nelle ore notturne: dopo mesi senza precipitazioni, con l’impatto della deserticazione palpabile nel 28% del territorio nazionale, come denuncia l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), soprattutto al nord si prova a correre ai ripari. Più per limitare i danni che per risolvere il problema, tra raccolti a rischio, fiumi a secco e invasi in affanno. MANCA L’ACQUA GLI ORTI ASPETTANO L’Emilia Romagna è stata la prima a smuovere le acque, purtroppo non quelle del Po, simbolo per antomasia di una crisi idrica (fondali con meno di 50 centrimetri in alcuni punti) che flagella la regione. A fronte della richiesta dell’Autorità di bacino di ridurre del 20% i prelievi nel tentativo di completare il raccolto, il governatore Stefano Bonaccini ha invitato tutti i Comuni ad emanare ordinanze restrittive sul ricorso alla rete idrica. A partire dall’innaffiamento degli orti che può aspettare di questi tempi, di sicuro nelle ore diurne. In Emilia Romagna così come a Pordenone, dove, fino al 30 settembre, a seguito della "grave crisi idrica in atto in Friuli Venezia Giulia", è fatto divieto d’irrigare giardini e orti. L‘eventuale utilizzo dell’acqua potabile proveniente dalla rete idrica pubblica a questi scopi, "seppur sconsigliato", può avvenire solo dalle 22 alle 7. Per i trasgressori sono previste sanzioni tra i 25 e i 500 euro. AUTO SPORCHE DIKTAT DEL SINDACO La siccità è democratica e costringe a rinunciare a Suv e Punto tirate a lucido. Almeno a Ferrara. Qui il sindaco della Lega, Alan Fabbri, ha imposto lo stop al prelievo di acqua potabile per uso extradomestico. Tradotto, divieto d’innaffiare orti e ...

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