ROMA

La proposta di far entrare ufficialmente il Movimento nel registro dei partiti italiani ha provocato nuove scosse telluriche fra i Cinque Stelle. Le voci contrarie si sono fatte sentire. L’esito della consultazione online fra gli iscritti non pare scontato. Tanto che il presidente Giuseppe Conte (in foto) ha tenuto a precisare: "Nel caso in cui prevarrà il no, non cambierà nulla". Il pertugio da cui potrebbe passare la "trasformazione" è il referendum per l’accesso al 2 per mille, ovvero al tradizionale finanziamento pubblico. Conte ha lanciato messaggi rassicuranti, spiegando che è al lavoro per "rifondare" il movimento, ma che "non sarà un partito in senso tradizionale".

Però, fra i parlamentari – e non solo – c’è chi teme un irreversibile allontanamento dai principi dei Cinque Stelle: "L’idea di attingere a soldi pubblici – attacca il senatore Primo Di Nicola –. rischia di rappresentare un passo decisivo verso l’omologazione del M5s alla vituperata partitocrazia".