Test sierologici (Ansa)
Test sierologici (Ansa)

Bologna, 27 agosto 2020 - Nuovi casi di Covid-19 raddoppiati nell'ultima settimana. E' questo il dato di copertina del monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sulla pandemia in Italia. Dal 19 al 25 agosto l'incrementi dei nuovi casi ha toccato il 92,4%: da 3.399 a 6.538 casi. Un dato intercettato grazie anche all'aumento dei casi testati (309.127 contro 180.300). Relativamente ai dati ospedalieri si conferma il trend in crescita anche dei pazienti ricoverati con sintomi (+25,5%) e di quelli in terapia intensiva (+13,8%). Considerevole l'aumento dei tamponi effettuati: +48,8%.

Dai 1.408 nuovi casi rilevati nella settimana 15-21 luglio si è passati a 6.538 nuovi casi nella settimana 19-25 agosto, "con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,1%". Sono 19.714 i casi attualmente positivi che per il 91,8% sono concentrati in undici Regioni: 29,4% in Lombardia, il 33,4% in Lazio, Emilia-Romagna e Veneto e un ulteriore 29% in Campania, Piemonte, Toscana, Sicilia, Puglia, Sardegna e Liguria. Il restante 8,2% dei casi si colloca in sette Regioni e due Province autonome.

"Se è legittimo chiedersi se i numeri attuali sono i segnali di una nuova ondata - dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -, è ragionevolmente certo che non rivedremo le drammatiche scene di marzo-aprile perché oggi la situazione epidemiologica è attentamente monitorata, il servizio sanitario è ben organizzato e, dunque, non potrà esserci alcun effetto sorpresa".

Cartabellotta sottolinea come "non bisogna concedere ulteriori vantaggi al coronavirus, tanto più che i numeri riflettono sempre comportamenti di 3-4 settimane fa. Nel quadro di una circolazione endemica del virus si assiste ad un aumento progressivo dei focolai con crescita esponenziale dei nuovi casi, siano essi autoctoni, da rientro di italiani andati in vacanza all'estero, o di importazione da stranieri. Tutti questi numeri - conclude il presidente - non possono essere confrontati con quelli dei primi mesi dell'epidemia perché le dinamiche epidemiologiche sono completamente diverse. Dello tsunami che si è abbattuto sul nostro Paese non abbiamo mai conosciuto la fase iniziale: il coronavirus circolava insidiosamente sottotraccia con migliaia di asintomatici che infettavano senza saperlo parenti, amici e colleghi di lavoro".