di Sara Ferreri Sette mesi fa avevano completato la vaccinazione. Ora quasi tutti gli anziani ospiti della casa di riposo privata Villa Celeste di Rosora (in provincia di Ancona) risultano contagiati. Una decina di loro è ricoverata in ospedale, alcuni gravissimi, tutti con polmoniti da Covid in atto. Cinque anziani sono morti in appena tre giorni, altri due lottano per la vita e tre sono sottoposti a terapie al momento non intensive. Tutti gli altri restano monitorati dal personale Asur all’interno della struttura che – è il timore diffuso anche fuori Ancona – rischia di essere un campanello di allarme...

di Sara Ferreri

Sette mesi fa avevano completato la vaccinazione. Ora quasi tutti gli anziani ospiti della casa di riposo privata Villa Celeste di Rosora (in provincia di Ancona) risultano contagiati. Una decina di loro è ricoverata in ospedale, alcuni gravissimi, tutti con polmoniti da Covid in atto. Cinque anziani sono morti in appena tre giorni, altri due lottano per la vita e tre sono sottoposti a terapie al momento non intensive. Tutti gli altri restano monitorati dal personale Asur all’interno della struttura che – è il timore diffuso anche fuori Ancona – rischia di essere un campanello di allarme per altri, successivi cluster in altre case di risposo italiane.

Tutti i 62 anziani ospiti della Rsa sulle colline della Vallesina, quelle che hanno numeri record di novantenni e centenari, avevano completato il ciclo vaccinale con Moderna con le secondi dosi somministrate nella terza settimana di marzo. Gli anziani erano in attesa della terza dose (non ancora programmata). Il contagio si è allargato anche agli operatori della struttura, infermieri e operatori socio-sanitari: 18 su 20 risultano positivi anche se per ora senza necessità di ricovero. Anche loro avevano completato il ciclo vaccinale, circa un mese prima rispetto agli anziani. La gran parte di infermieri e operatori sanitari è malata con febbre, tosse, debolezza e sintomi respiratori. Tra positività e quarantene sono rimasti in servizio nei giorni scorsi appena quattro operatori. L’azienda sanitaria ha tamponato la situazione con le forze a disposizione, inviando altro personale.

I familiari protestano: sono impauriti per l’ampliarsi repentino del contagio all’interno della struttura e sconcertati per l’ingresso del virus visto che loro stessi potevano vedere i loro anziani solo da dietro un vetro. Si sono rivolti al Tribunale del malato e hanno lamentato la difficoltà di sapere come stessero i loro anziani.

Una situazione che è esplosa nella sua drammaticità domenica notte, quando un anziano ha tentato di togliersi la vita. Poche poche ore prima aveva saputo che la moglie, portata via in ambulanza con una crisi respiratoria, era deceduta al pronto soccorso del Carlo Urbani. L’uomo, devastato dal dolore e dalla paura – anche lui è malato di Covid – è uscito dalla stanza della casa di riposo Villa Celeste, è sceso in cucina dove ha afferrato un coltello cercando di uccidersi. Qualcuno se ne è però accorto in tempo e ha allertato i soccorsi. L’uomo è stato trasportato in ambulanza nello stesso ospedale dove era morta la moglie. Per fortuna i tagli non sono così profondi e l’anziano non è in pericolo di vita.

"L’assistenza è stata sempre garantita – sottolinea la direzione della casa di riposo -. La situazione è stata ed è ancora molto difficile ed il nostro pensiero va innanzitutto agli ospiti che sono deceduti ed alle loro famiglie. Tuttavia vogliamo rassicurare tutti i familiari degli ospiti che sono presenti in struttura rispetto al fatto che insieme alle autorità di sanità pubblica faremo tutto quanto è necessario per gestire al meglio questa difficile emergenza".