Addio caro vecchio cartellino: sorvegliante un po’ sadico degli accessi mattutini, generatore di assembramenti all’ora di uscita. Fastweb, operatore telefonico di fibra veloce e innovativa cultura industriale, manda in soffitta il simbolo per eccellenza del lavoro dipendente. Una rivoluzione che potrebbe innescare effetti imitativi azzerando il Fantozzi immaginario in cui ogni coscritto aziendale, almeno un giorno nella vita, è stato costretto a riconoscersi. Basta. Finito. L’acceleratore pandemico prima ha sdoganato lo smart-working. Adesso concorre a una diversa declinazione dei rapporti in azienda che segna – in prospettiva – la fine di ogni italica furbizia approdata in faldoni giudiziari: il dipendente che striscia il badge al posto del collega, quello che timbra e...

Addio caro vecchio cartellino: sorvegliante un po’ sadico degli accessi mattutini, generatore di assembramenti all’ora di uscita. Fastweb, operatore telefonico di fibra veloce e innovativa cultura industriale, manda in soffitta il simbolo per eccellenza del lavoro dipendente. Una rivoluzione che potrebbe innescare effetti imitativi azzerando il Fantozzi immaginario in cui ogni coscritto aziendale, almeno un giorno nella vita, è stato costretto a riconoscersi. Basta. Finito. L’acceleratore pandemico prima ha sdoganato lo smart-working. Adesso concorre a una diversa declinazione dei rapporti in azienda che segna – in prospettiva – la fine di ogni italica furbizia approdata in faldoni giudiziari: il dipendente che striscia il badge al posto del collega, quello che timbra e poi parte per destinazione ignota (incaricato dal capoufficio o forse no). Comunque non sempre attentati all’organizzazione aziendale, a volti banali tecniche di sopravvivenza a rigidità ottuse o a mondi iper-regolati capaci di richiedere fino a quattro strisciate al giorno, incluse le uscite e i rientri per pausa pranzo nell’era delle mense abolite e dei ticket in risarcimento.

Perché non tutto quel che appare, a volte, è come sembra. Basti pensare al vigile urbano di Sanremo finito su tutti i tg perché timbrava il cartellino in mutande, accusato di chissà quale mostruosità e poi assolto con formula piena perché non stava rubando nulla, anzi: essendo addetto all’apertura del mercato cittadino (nella cui pertinenza risiedeva) aveva pieno titolo per timbrare in borghese usando il “tempo tuta“ per cambiarsi.

Dopo aver esteso fino a cinque giorni a settimana la possibilità per tutti i dipendenti di lavorare da remoto, Fastweb rovescia così, in modo probabilmente definitivo, lo schema tradizionale di lavoro basato sul controllo della presenza fisica. Niente più timbratura, sostituita da un sistema automatico che attribuisce ad ogni dipendente la presenza e affida a quest’ultimo la responsabilità di certificare eventuali scostamenti, ad esempio la fruizione di ferie o di permessi. "Quando tutto cambia anche l’approccio organizzativo del lavoro è chiamato a cambiare, innovare, trasformarsi e adattarsi, cogliendo le opportunità di crescita nascoste in questi mesi difficili – sottolinea Matteo Melchiorri, chief human capital officer di Fastweb –. L’eliminazione della timbratura è un’ulteriore e concreta prova di quanto la cultura aziendale che alimentiamo in Fastweb si concretizzi in una rivoluzione culturale basata sulla centralità della persona e in un modo di lavorare e di vivere l’azienda fondato su fiducia, responsabilità e il perseguimento di obiettivi, elementi che diventano preponderanti rispetto a qualsiasi altro indicatore".

La scelta di Fastweb svela pubblicamente quel che aziende e dipendenti sanno da sempre: si può essere imboscati e improduttivi timbrando ineccepibilmente il cartellino, si possono ottenere ottimi risultati disponendo nel modo più intelligente del proprio tempo inclusa pausa cappuccino (convalidata in Cassazione), ingressi e uscite anticipati o ritardati. Aprendo la strada al pensionamento della ’strisciata’, il mondo aziendale festeggia il filosofico salto di qualità in corso in questi anni: definizione di nuovi standard, rigenerazione dei processi, fidelizzazione dei dipendenti grazie al welfare su misura.

Selezione del personale, organizzazione elastica, costruzione di obiettivi motivanti e sostenibili: nel nuovo mondo che anche in Italia bussa alle porte, le imprese non rischieranno nulla sul piano della produttività. Saranno i lavoratori caso mai a doversi difendere da eccessi di autoresponsabilizzazione o da inneschi di stakanovismo fuori tempo massimo causa nonnismo di vecchi dirigenti incapaci di cambiare, o mitomania di capi e capetti senza vita privata che scrivono e-mail ai colleghi alle tre di notte vantandosi – già oggi – di non considerare il cartellino.