Prato, 3 dicembre 2014 - La guardia di finanza ha sequestrato a due imprenditori di nazionalità cinese operanti a Prato beni per circa un milione di euro, tra cui due aziende tessili, quattro immobili a Prato e otto auto di grossa cilindrata. Il provvedimento è stato eseguito dal gico del nucleo di polizia tributaria della gdf fiorentina in applicazione della misura di prevenzione patrimoniale emessa dal tribunale di Prato su richiesta della Dda di Firenze, nell'ambito del filone di indagini sui trasferimenti di capitali dall'Italia alla Cina attraverso i money transfer.

In particolare, si spiega in una nota delle fiamme gialle, i due imprenditori destinatari del provvedimento di sequestro per 'sprorporzione', nel corso "degli ultimi 10 anni hanno presentato dichiarazioni dei redditi mai superiori ai 10.000 euro e, tuttavia, nel triennio 2008-2010, non solo avevano trasferito in Cina, avvalendosi del meccanismo di money transfer, denaro per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro ma, nel contempo, avevano acquisito il patrimonio immobiliare e beni mobili oggetto dell'odierno sequestro".

"L'odierno intervento - spiega sempre la gdf - si inserisce nel filone delle indagini che hanno portato alle operazioni 'Cian Ba', 'Cian Liu' e 'Cian Ba 2012' in cui le fiamme gialle fiorentine svelarono un sodalizio criminale che, tra il 2006 ed il 2010, provvedeva a inviare nella Repubblica Popolare Cinese ingenti capitali aggirando la normativa in merito. In particolare, il denaro contante trasferito, era frazionato in tantissime tranche a tal punto che l'importo delle singole transazioni risultava al di sotto della soglia limite prevista dalla legge stabilita in 1.999 euro. Gli intestatari delle operazioni finanziarie, inoltre, sono risultati essere persone fittizie ovvero soggetti inconsapevoli. Le indagini per identificare i reali mittenti del denaro hanno portato, tra gli altri, all'individuazione dei due imprenditori cinesi L.Y e Z.B.".