Alcuni abitanti dell’isola di Tanna, nell’arcipelago di Vanuatu, con i ritratti che celebrano la ’divinità’ Filippo di Edimburgo
Alcuni abitanti dell’isola di Tanna, nell’arcipelago di Vanuatu, con i ritratti che celebrano la ’divinità’ Filippo di Edimburgo
di Deborah Bonetti Per molti inglesi, il principe Filippo era una fonte di ispirazione, il "padre della nazione", o anche una figura colorita che accompagnava sempre la regina ovunque. Ma per gli abitanti di un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico era considerato un Dio. A Tanna, un’isola dell’arcipelago delle Vanuatu (un’ex-colonia anglo-francese, ora parte del Commonwealth) il duca di Edimburgo era venerato proprio come una divinità, che ha dato vita ad un culto religioso noto come il Prince Philip Movement. Il culto pare essere iniziato negli anni Settanta, dopo il...

di Deborah Bonetti

Per molti inglesi, il principe Filippo era una fonte di ispirazione, il "padre della nazione", o anche una figura colorita che accompagnava sempre la regina ovunque. Ma per gli abitanti di un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico era considerato un Dio. A Tanna, un’isola dell’arcipelago delle Vanuatu (un’ex-colonia anglo-francese, ora parte del Commonwealth) il duca di Edimburgo era venerato proprio come una divinità, che ha dato vita ad un culto religioso noto come il Prince Philip Movement.

Il culto pare essere iniziato negli anni Settanta, dopo il passaggio del duca e della regina a bordo dello yacht reale nel 1974. Il capo della tribù degli abitanti del villaggio di Yaohnanen, Jack Naiva, era fra quelli andati ad incontrarlo in mare e ha raccontato: "Me lo ricordo come se fosse oggi. Alto, fiero, con la sua uniforme bianca sul ponte della nave, sembrava proprio un messia".

Per molti la sua figura eretta e altera rappresentava la reincarnazione di una leggenda: il ritorno del più grande guerriero della tribù dopo anni di esilio alla ricerca di onori e di un matrimonio con una donna ricca e bianca. L’arrivo di Filippo con la regina al suo fianco, a cui erano stati riservati i massimi onori dell’intero arcipelago, aveva così confermato la leggenda.

Il fatto che il duca fosse evidentemente di razza bianca non è mai stato, per gli isolani, un problema: la ragione della sua pelle chiara era che il guerriero si era rotolato su una barriera corallina prima di partire, che gli aveva esfoliato la pelle, trasformandolo da nero a bianco. Avendo deciso che Filippo era il loro dio, gli isolani gli avevano mandato un nal nal, ovvero un bastone cerimoniale da caccia e avevano voluto prova certa che il principe l’avesse ricevuto. Così gli impiegati dell’ambasciata britannica a Vanuatu l’avevano spedito a Buckingham Palace, pregando di ricevere conferma dai servitori a corte. Invece Filippo, divertito dall’attaccamento degli isolani, si era fatto ritrarre in una foto con la mazza in mano, mandandola con tanti ringraziamenti alla tribù di Tanna, che adesso usa l’immagine come un santino in tutti i luoghi pubblici dell’isola.

Per la morte del duca ci saranno lamenti cerimoniali e danze tribali, volte a celebrare il passaggio del duca ad altra vita, un momento importante in cui il suo spirito ritornerà all’isola, proprio come racconta la leggenda. E siccome gli isolani venerano la linea patriarcale delle loro divinità, ci si aspetta che ora tocchi al principe Carlo di prendere il posto del padre. Il 72enne Carlo e la seconda moglie Camilla (73) hanno visitato Vanuatu recentemente, nel 2018, e Carlo ha bevuto lo stesso intruglio di kava (una pianta della famiglia delle piperacee, capace di dare effetti psicoattivi) che era stato dato da trangugiare al duca. Il suo gesto era stato preso come un segno certo che il figlio aveva preso tutto dal padre.