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8 giu 2022

Fidanzati uccisi, ergastolo all’amico "Ma le sentenze non colmano il vuoto"

In aula le lacrime della mamma di Eleonora e lo strazio del papà di Daniele: nessuno ce li ridarà indietro. L’ex coinquilino li ha massacrati in cucina, la confessione choc: "L’ho fatto perché erano troppo felici"

8 giu 2022
nino femiani
Cronaca

di Nino Femiani Un prologo della camera di consiglio senza precedenti. Se non si stesse parlando della mattanza di due giovani, trucidati con 79 coltellate, potremmo sorridere della faciloneria di un giudice popolare che, pensando di trasferire la "modalità social" anche ai processi, spiattella i suoi punti di vista a una televisione locale ("Chi ha sbagliato, paghi", la sua arringa). Defenestrato e cacciato su due piedi dal presidente della Corte d’Assise di Lecce, Pietro Baffa, poco prima di ritirarsi con il resto dei giurati in camera di consiglio. Dopo un anno e quattro mesi, il processo per la morte dell’arbitro leccese Daniele De Santis, 33 anni, e della sua fidanzata Eleonora Manta, 30, incassa una prima certezza giudiziaria: ergastolo per l’assassino, reo confesso, Antonio De Marco, studente ventitreenne di Scienze infermieristiche. Un esito scontato. La pm di Lecce, Maria Consolata Moschettini, aveva chiesto "fine pena mai" con isolamento diurno per un anno, contestando le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. Ma la giuria non commina la pena accessoria, pur facendo proprie le conclusioni dei due consulenti incaricati dai giudici, Andrea Balbi, psichiatra e psicoterapeuta, professore presso La Sapienza di Roma, e Massimo Marra, neurologo e criminologo clinico, in servizio presso l’ospedale di Casarano (Lecce). Entrambi hanno accertato la capacità di intendere e di volere di De Marco. In aula l’assassino è assente, non ci sono neppure i suoi genitori. Sono presenti, invece, i familiari delle vittime. Alcuni di loro si abbracciano, altri piangono, tutti cercando di evitare telecamere e di svicolare verso l’uscita. La mamma di Eleonora, Rosanna Carpentieri, dopo aver ascoltato la condanna, si copre il viso con le mani e singhiozza, poi viene accompagnata in una saletta dell’aula bunker. "Nessuna sentenza potrà mai colmare il vuoto che ha lasciato", dice il papà di Daniele, e sono le uniche parole che ...

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