2 lug 2014

Fibre di amianto nell'acqua potabile. Dopo il sisma, ecco le infiltrazioni

Carpi, poche informazioni sui pericoli: cittadini in allarme

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di SILVIA SARACINO

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Carpi, 2 luglio 2014 - OLTRE al dramma che si è portato dietro, il terremoto del 2012 è stato anche lo stimolo per tanti Comuni a controllare meglio aspetti che nella routine quotidiana vengono un po’ trascurati. Così, un anno fa, si è scoperto che nell’acqua pubblica di Carpi, centro di 70 mila residenti nel modenese, c’erano fibre di amianto. Una quantità limitata ma sufficiente per far scattare l’allarme sia nell’amministrazione pubblica che tra i cittadini: tutti sanno che l’amianto è molto pericoloso se le sue polveri vengono inalate, ma se le sue fibre vengono ingerite cosa succede? I controlli da parte dell’azienda sanitaria locale e della multiutility Aimag spa sono stati estesi a tappeto in tutti i punti di prelievo della città e si è formato un gruppo di lavoro per monitorare il fenomeno. Per capire se il livello di amianto nell’acqua carpigiana è pericoloso, il Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl di Modena ha preso come riferimento le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che però al riguardo sono molto scarne. «Non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell’acqua potabile», ribadisce l’Oms nelle linee guida sulla qualità dell’acqua nel 2011. 

GLI UNICI riferimenti a livello internazionale sono indicazioni americane che prevedono di non superare il valore di 7 milioni di fibre di amianto per litro (fonte Epa, Environmental Protection Agency). A Carpi il livello più alto riscontrato nelle analisi è 168.897 fibre per litro in una fontana pubblica il 15 aprile scorso: un valore in costante aumento (a maggio 2013 nello stesso punto di prelievo c’erano duemila fibre per litro) ma ben al di sotto della soglia americana. 

I CITTADINI non si sentono tranquilli e il Comune neppure. L’amministrazione, d’accordo con Aimag e Asl, sta tentanto di frenare il rilascio di amianto nell’acqua con una sperimentazione che non ha precedenti a livello nazionale e su cui tiene gli occhi puntati l’Istituto superiore di sanità (Iss): siccome le fibre di amianto si staccano dalle tubature, ormai obsolete, si vuole inserire nell’acqua un formulato composto da sostanze ad uso alimentare, acido fosforico e cloruro di zinco, che dovrebbe favorire la formazione di una pellicola protettiva attorno alle tubature. 

L’ASL di Modena ha spedito la «ricetta» del formulato, preparato dalla multiutility, all’Iss, che ha espresso parere favorevole sulla sicurezza delle sostanza ma raccomanda di rispettare i requisiti di purezza previsti dalle sostanze a consumo umano. La sperimentazione non è ancora partita, l’Azienda sanitaria chiede al Comune altre garanzie. Intanto un comitato di genitori ha chiesto al Comune la possibilità che i figli possano portare la bottiglia d’acqua a scuola, per non bere quella del rubinetto. L’amministrazione ha accettato ma le bottiglie devono pagarle i genitori, perché, dicono dal Comune, "l’acqua è potabile". 

di Silvia Saracino

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