ROMA Se c’è qualche governatore che da inizio pandemia ha sempre giocato d’anticipo quando si è trattato di restrizioni, quello è lo "sceriffo" Vincenzo De Luca. E ora, a 10 giorni dal Natakle, con i contagi che fanno su e giù intorno a quota 20mila e i ricoveri che risalgono, il governatore annuncia l’ennesima ordinanza: per Capodanno le feste in...

ROMA

Se c’è qualche governatore che da inizio pandemia ha sempre giocato d’anticipo quando si è trattato di restrizioni, quello è lo "sceriffo" Vincenzo De Luca. E ora, a 10 giorni dal Natakle, con i contagi che fanno su e giù intorno a quota 20mila e i ricoveri che risalgono, il governatore annuncia l’ennesima ordinanza: per Capodanno le feste in piazza sono vietate. Aspettando le decisioni del governo, la scelta cautelativa della Regione Campania non è comunque un caso isolato. Da Nord a Sud si moltiplicano le cancellazioni di mercatini e iniziative varie per accogliere il Natale.

Roma come Ortisei. Anche quest’anno in piazza Navona non ci saranno le tradizionali bancarelle. Stessa decisione a Ortisei in Trentino, Selva di Val Gardena e Bienno in Valcamonica. Ma i fari sono puntati soprattutto su San Silvestro. Il sindaco Roberto Gualtieri ha fatto sapere che attenderà gli ultimi dati per decidere se il nuovo anno a Roma si potrà festeggiare all’aperto. Una rinuncia a stappare lo spumante in piazza sarebbe comunque opportuna secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti. Mentre il Veneto ha già detto che rinuncerà al "Capodanno diffuso" di Treviso, ai fuochi e alle befane di Padova e Venezia. Insomma, restrizioni a macchia di leopardo, destinate ad aumentare. Anche il Friuli, a cominciare da Trieste, sta rinunciando alle feste in piazza. Stessa decisione, scendendo l’Italia, è stata presa a Reggio Emilia, Eavenna, Parma e perfino in sardegna dove si era parlato di un concertone.

"Che vuoi controllare a Capodanno? Crdo – dice De Luca – che si debba vietare ogni festa in piazza se vogliamo stare tranquilli nei mesi successivi. Firmerò ordinanze per il blocco della movida (stop alla vendita di alcolici) pre natalizia e delle feste in piazza a Capodanno".