Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, 42 anni, con la scrittrice Antonia Arslan, 83 anni
Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, 42 anni, con la scrittrice Antonia Arslan, 83 anni
di Cristiano Bendin Una cittadinanza onoraria dal preciso significato politico: riaffermare la verità storica sul genocidio armeno – riconosciuto, tra gli altri, anche dal Parlamento italiano – e respingere il negazionismo del governo turco "in tutte le sue forme". È quella conferita l’altra sera dal sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, alla scrittrice e saggista italiana di origine armena Antonia Arslan, premiata e tradotta in tutto il mondo per il romanzo La Masseria delle allodole, nell’ambito del...

di Cristiano Bendin

Una cittadinanza onoraria dal preciso significato politico: riaffermare la verità storica sul genocidio armeno – riconosciuto, tra gli altri, anche dal Parlamento italiano – e respingere il negazionismo del governo turco "in tutte le sue forme". È quella conferita l’altra sera dal sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, alla scrittrice e saggista italiana di origine armena Antonia Arslan, premiata e tradotta in tutto il mondo per il romanzo La Masseria delle allodole, nell’ambito del ’Festival della fantasia’ ideato dal poeta Davide Rondoni. Una decisione, quella di Fabbri – condivisa da tutte le forze politiche –, presa in occasione di una conversazione sul giorno del ricordo per il genocidio armeno, svoltasi il 24 aprile scorso al Teatro Comunale con Arslan protagonista, e accelerata dopo le proteste ufficiali dell’ambasciatore turco in Italia. In una lettera, inviata al sindaco il giorno prima, Murat Salim Esenli aveva chiesto espressamente di "correggere un errore nella programmazione" e di "riconsiderare la posizione" del Comune di Ferrara in ordine al fatto di "ospitare un evento così unilaterale".

Una pressione definita "inaccettabile" da Fabbri che, respingendo ogni pressione, aveva annunciato l’immediata attivazione dell’iter amministrativo per il riconoscimento della cittadinanza onoraria ad Antonia Arslan aggiungendo un carico da novanta: lo stesso onore – anche se la data della cerimonia non è ancora stata fissata – anche a Taner Akçam, lo storico turco, oggi esule negli Usa, arrestato e condannato a dieci anni di reclusione per aver discusso pubblicamente del genocidio armeno.

Sulla pergamena che il sindaco ha consegnato alla scrittrice si legge che "Ferrara, condividendo i valori della democrazia contro qualsiasi forma di odio e intolleranza, conferisce la cittadinanza onoraria ad Antonia Arslan per aver custodito e dato voce alle ‘memorie oscure’, trasformando una tragedia umana in un lampo di luce, riappropriandosi e ridando forza all’identità culturale appartenuta a un popolo, gli armeni, rimasta per troppo tempo taciuta o negata". La scrittrice, accompagnata a Ferrara dalla filosofa cattolica americana Siobhan Nash Marshall – autrice di un saggio sul negazionismo turco – ha ringraziato la città di Ferrara ricordando che la conversazione sul Metz Yeghern, finita al centro delle polemiche e delle proteste turche, è ancora "molto ascoltata in rete". "Il merito di quella iniziativa – ha sottolineato Arslan – va a Vittorio Bendaud, studioso ebreo e mio amico, che l’ha proposta al direttore del Comunale Moni Ovadia".