Fernando Aiuti e il bacio con Rosaria Iardino (Ansa)
Fernando Aiuti e il bacio con Rosaria Iardino (Ansa)

Roma, 9 gennaio 2019 - La notizia della scomparsa dell’immunologo Fernando Aiuti ha destato stupore e sgomento. La Procura di Roma indaga sulla morte del medico simbolo della lotta all'Aids, 84 anni, che era era ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma: non si esclude l’ipotesi del suicidio. Al momento nel fascicolo non è stato ipotizzato il reato, ma nelle prossime ore il pm potrebbe procedere per omicidio colposo o istigazione al suicidio. Sarà l'autopsia, che sarà eseguita all'istituto di medicina legale della Sapienza, a dover fare chiarezza e verificare se Aiuti abbia assunto farmaci particolari o se sia stato colpito da infarto. L'immunologo è precipitato per oltre dieci metri nella tromba delle scale adiacenti al reparto di medicina generale. Le sue pantofole erano sul pianerottolo da dove è caduto.

IL BACIO E LA LOTTA ALL'AIDS - Lo spessore umano e scientifico di Aiuti, originario di Urbino, è legato al ricordo del famoso bacio con Rosaria Iardino, il 2 dicembre 1991. "Quel bacio fu la più efficace campagna di comunicazione sull’Hiv in Italia", ha più volte dichiarato Rosaria, ora presidente della Fondazione The Bridge. Un bacio provocatorio e tenero al tempo stesso tra una giovane sieropositiva e il medico che la seguiva, per dimostrare che l'Hiv non si poteva contrarre con un bacio e che dunque non c'era nulla da temere a manifestare affetto e scambiare effusioni con una persona in cura. Un gesto che contribuì a esorcizzare la paura irrazionale dell'Aids e a concentrare l'attenzione delle forze del volontariato e del terzo settore attorno al tema dell'assistenza e del rispetto della persona sieropositiva. era un clinico e ricercatore profondamente impegnato nel sociale: è stato tra l'altro fondatore, primo presidente, ed era tuttora presidente onorario dell'Associazione Nazionale per la lotta contro I'AIDS (ANLAIDS). La Iardino, che tuttora gode di ottima salute, contrasse il virus a 17 anni, e ne aveva 25 all'epoca del bacio. Subito dopo la diffusione della notizia della scomparsa del clinico illustre, la stessa Iardino ha ricordato Aiuti su Twitter. "Non posso fare altro che dire grazie per il suo enorme contributo alla lotta contro l'Aids". 

IL GEMELLI - Il Policlinico Gemelli di Roma rende noto che la morte di Aiuti, ricoverato nell'ospedale romano, "è sopravvenuta per le complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacente il reparto di degenza". Aiuti era ricoverato nel reparto di Medicina Generale "per il trattamento di una grave cardiopatia ischemica da cui era da tempo affetto e che lo aveva già costretto ad altri ricoveri e a trattamenti anche invasivi". Più recentemente, spiega ancora il policlinico, il quadro cardiologico si era aggravato evolvendo verso un franco scompenso cardiaco, in trattamento polifarmacologico".

IL MINISTRO -  "La scienza oggi piange un grande uomo: la scomparsa dell'immunologo Fernando  Aiuti, punto di riferimento mondiale per la lotta all'AIDS, mi rattrista molto. Sono certa che il suo grande impegno vivrà attraverso il lavoro di Anlaids". Lo scrive su Twitter il ministro della Salute Giulia Grillo