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25 mar 2022

Fedez mostra la cicatrice sui social "Operato per un tumore al pancreas"

Al rapper era stata diagnosticata una rara forma di cancro. "Sto bene, voglio solo riabbracciare i miei figli"

25 mar 2022
viviana ponchia
Cronaca
Il rapper e influencer Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, 32 anni, ricoverato a Milano, mostra la foto della cicatrice
Il rapper e influencer Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, 32 anni, ricoverato a Milano, mostra la foto della cicatrice
Fedez
Il rapper e influencer Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, 32 anni, ricoverato a Milano, mostra la foto della cicatrice
Il rapper e influencer Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, 32 anni, ricoverato a Milano, mostra la foto della cicatrice
Fedez

di Viviana Ponchia

Una malattia rara, faticosa da pronunciare, piena di sfumature che fanno di ogni paziente un caso a sé. Scoperta e sfidata nel giro di pochi giorni dal bisturi dei massimi esperti del San Raffaele di Milano sotto la guida di Massimo Falconi. A 48 ore dall’operazione il soldato Fedez la racconta dal fronte su Instagram. Senza filtri anche questa volta, come aveva promesso. In piedi mentre con le dita fa il segno di vittoria e accenna un sorriso: "La settimana scorsa ho scoperto di avere un raro tumore neuroendocrino del pancreas. Uno di quelli che se non lo prendi in tempo non è un simpatico convivente da avere all’interno del proprio corpo". Simpatico no, però addomesticabile se anticipato al massimo come è successo a lui, che condivide alcuni scatti del pre e del post tra cui un dettaglio dell’organo e l’immagine di una cicatrice profonda. "Mi sono dovuto sottoporre a un intervento chirurgico di 6 ore per l’asportazione di una parte del pancreas (tumore compreso). A due giorni dall’operazione sto bene e non vedo l’ora di tornare a casa dai miei figli. Ci vorrà un po’".

Ringrazia i medici, gli infermieri, "tutti i messaggi di supporto e positività che mi avete fatto arrivare". E sua moglie Chiara Ferragni, l’altro da sé, il grande amore che il giorno della vigilia gli stava accanto in tuta su un letto troppo piccolo anche per un solo, sotto i tubicini penzolanti che negli ospedali raccontano la cura e la precarietà. "L’operazione di martedì è andata bene e ora si sta riprendendo – scrive lei –. Speriamo che questo sia solo un brutto ricordo che ci ha insegnato, ancora una volta, l’importanza di godersi la vita al massimo, tutti i giorni". Ringrazia a sua volta, soprattutto per le preghiere.

E svela il lato nascondo della influencer abituata a vincere, inerme su quella zattera verdina con lui terrorizzato e i pensieri brutti, a contare le ore: "Avevamo paura per tutto: la sua diagnosi, il suo intervento chirurgico, la sua guarigione, la nostra vita e la situazione della nostra famiglia". Giovani, spaventati, genitori di figli piccoli. In bilico sull’ignoto a ripassare la lista dei grandi nomi attaccati da quel male. Steve Jobs, certo. Ma anche René Magritte, Dino Buzzati, David Bowie e Luciano Pavarotti. E dire pancreas non basta, c’è percorso e percorso. I tumori neuroendocrini sono una banda scalmanata di neoplasie derivanti da cellule sparse in tutto il corpo. Colpiscono meno di sei persone su 100 mila ogni anno, i singoli sottotipi sfuggono alle rigide classificazioni. Apparato gastroeteroepatico, bronco polmonare. Ma anche genitourinario e cervico-facciale. E la tiroide. E i surreni. Eterogenei, potenzialmente ubiquitari. Anche il migliore fa fatica a individuarli per tempo. Ma in questo caso no. E al fondo di quel lettino si affaccia la speranza: se diagnosticati in uno stadio precoce la cura può essere radicale e portare alla guarigione.

Sul proprio profilo Chiara Ferragni mostra il dietro le quinte di una coppia felice centrata dal fulmine e spiega – come se ce ne fosse bisogno – il motivo del loro silenzio. "Questa è stata più o meno la nostra settimana dopo la diagnosi di Fede che ha portato al suo intervento chirurgico. Ci siamo presi un po’ di tempo lontano dai social, ne abbiamo trascorso il più possibile con i bambini, siamo andati a fare molte visite ed esami, siamo andati a passeggio, ci siamo fatti un gelato su una panchina, lui è stato con i suoi amici più cari, ha registrato musica e io l’ho ascoltato, è andato a dormire con Leo nel nostro letto e ha festeggiato il suo quarto compleanno. Mi è sembrato confuso: era come se il tempo si fosse fermato e avevo paura come mai prima d’ora che potesse essere successo qualcosa di brutto". A volte va proprio così: il tempo si ferma davvero per darci la possibilità di raggiungerlo e rimediare.

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