Federico Lugato è scomparso da una settimana
Federico Lugato è scomparso da una settimana

Val di Zoldo (Belluno), 2 settembre 2021 - "Sono una persona razionale, equilibrata. Dopo sette giorni non posso dire quello che dicevo dopo due. La speranza di trovarlo vivo esiste ma è sicuramente molto ridimensionata rispetto all’inizio. Resto convinta che se c’è una persona dalla forza fisica, mentale, emotiva eccezionale sia lui. Ma a questo punto l’obiettivo è trovarlo". Elena Panciera parla al telefono e sceglie bene le parole. E' il suo mestiere, è una comunicatrice. Ma qui c'è in ballo la vita.

Da giovedì non si hanno notizie del marito Federico Lugato, 39 anni. E lei sta muovendo il mondo, per trovarlo. Era partito verso le 9 del mattino da Pralongo di Forno di Zoldo (Belluno)  per una passeggiata alla baita bivacco Angelini, come ha raccontato subito su Facebook. Lei non ha staccato un attimo. Appelli e una raccolta fondi, "per me le ricerche non sono semplicemente battere i boschi, come stanno facendo tante, tantissime persone. Ognuno può dare il proprio contributo. Non ci sono solo le braccia, le gambe, il cuore dei tantissimi operatori dei soccorsi pubblici e dei volontari. Vere macchine da guerra. Stanno arrivando da mezza Italia. Le persone più esperte di montagna e di queste montagne. Si sono mobilitati anche i migliori tecnici di informatica, telefonia, fundrainsing. Questa macchina che abbiamo messo in moto è collettiva. Voi vedete me ma in realtà dietro c’è una squadra che vuole bene a Federico. Partendo da noi, la cosa si è allargata a valanga. Non posso che essere grata. Qui davvero credo si sia radunato il meglio dell’umanità. È tutta qui, ci sta aiutando a trovarlo”. 

La raccolta fondi

Elena Panciera da subito è partita con una raccolta fondi sui social. "Per continuare le ricerche di Federico con il massimo delle risorse possibili - ha spiegato subito su Facebook -. Rimborsiamo le spese di trasporto, vitto e alloggio a tutte le volontarie e i volontari esperti di montagna, anche cinofili, che ci stanno dando gambe, occhi e cuore. Se necessario, acquisteremo o noleggeremo software e pagheremo consulenze di esperti ed esperte.
Poi faremo una donazione al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS e alle associazioni che ci stanno aiutando nella ricerca".

Le ricerche

Ma come sta aiutando la tecnologia? "Ovviamente i soccorsi ufficiali usano tutti i sistemi possibili per localizzare gli scomparsi - spiega Elena Panciera -. Stiamo seguendo ogni pista, non possiamo escludere nulla. Lanciamo un appello, chiunque lo abbia visto, chiunque abbia informazioni, ce le segnali. Lui è partito vestito da montagna in scarponcini, bermuda,  felpa blu, zainetto nero con marsupio e bastoncini da trekking. E ci rivolgiamo anche alle persone esperte di montagna, ai volontari  cinofili, che hanno voglia di trascorrere qualche giorno con noi per aiutarci a battere questo bosco. Li invitiamo a venire qui". Il rimborso spese è coperto dalla raccolta fondi. Elena, dove trova la forza? "Non sono un tipo che può rimanere a casa ad aspettare. E nemmeno gli amici di Federico lo sono. Hanno saputo, sono arrivati da tutta Italia. La sera stessa avevo persone attorno a me e tutti ci siamo messi al lavoro. Mi guardo attorno e vedo davvero l'Italia più bella".