Dal 4 maggio consentito lo sport all'aperto, ma a particolari condizioni
Dal 4 maggio consentito lo sport all'aperto, ma a particolari condizioni

Roma, 27 aprile 2020 - Tutto, o quasi, come prima. Da settimane gli italiani aspettavano la fase 2, per riprendersi in parte la propria esistenza, una ripartenza se non proprio col turbo, almeno accelerata. In sostanza la fine del lockdown piombato per quasi due mesi sulla vita sociale di ogni singolo cittadino. E invece, niente. Dal 4 maggio no alle cene in casa di amici, no alle messe in parrocchia, no alle riunioni familiari, con i parenti che si potranno vedere ma solo in determinate situazioni: a distanza e con la mascherina. Poco dopo le 20.30 di ieri il premier Giuseppe Conte ha spazzato via le speranze di chi, da giorni, si immaginava una ripartenza più rapida.

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Insomma, nulla o quasi cambierà. Siamo praticamente ancora in fase 1, con qualche piccola concessione sparsa qua e là. La parola d’ordine, ovunque, sarà distanziamento sociale. Anche per i runner che dal prossimo 4 maggio ritorneranno a macinare chilometri (anche lontano da casa) e per chi tornerà a passeggiare al parco con i propri figli. Già, i parchi. Verranno riaperti, ma con una serie di limitazioni: le aree attrezzate per il gioco dei bimbi saranno chiuse laddove non sia possibile consentirne l’accesso contingentato. "L’ingresso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini – dice Conte – è condizionato al rigoroso rispetto delle misure di sicurezza, nonché della distanza di un metro". Saranno permessi i funerali. Ma a numero chiuso (massimo 15 persone) e per i parenti più stretti. Infine, l’autocertificazione per spostarsi: resta obbligatoria.

Passeggiate

Dal 4 maggio si potrà uscire nuovamente dalle proprie abitazioni, tornando liberamente a passeggiare anche lontano da casa. Unica precauzione, la distanza di un metro gli uni dagli altri a meno che non si viva insieme.

Parchi e giardini

Al parco con i genitori. Anche i bambini potranno uscire di casa e tornare nelle aree verdi. Con qualche precauzione: l’accesso ai parchi sarà contingentato.

Jogging

Sarà consentita la ripresa della corsa anche lontano da casa, sempre individualmente o comunque a distanza di almeno un metro, con la sola eccezione di persone conviventi nella stessa casa. 
Sì all’attività motoria con i figli.

Famiglia

Dal 4 maggio sarà possibile anche andare a trovare i parenti e i familiari più stretti. Anche le persone anziane, ma indossando la mascherina.

Mare

Con il via libera alla riapertura di parchi e giardini anche quello per potersi fare almeno una passeggiata in spiaggia, ma solo se si abita in una località di mare. 
No ai giochi di squadra.

Amici

Per quanto riguarda i rapporti interpersonali, nella fase 2 prevale ancora la linea della cautela: dal 4 maggio nessun ritrovo con amici o conoscenti.

Spostamenti fra comuni

Ci si potrà muovere anche da un Comune all’altro, ma senza varcare il confine della propria regione, salvo che per comprovati e inderogabili motivi di lavoro e di salute. 
I conviventi potranno uscire tutti insieme.

Seconde case

Dal 4 maggio potrebbe possibile raggiungere le seconde case, ma solo se si trovano nella stessa Regione. La questione, però, è ancora sul tavolo della trattativa.

Centri sportivi

Dal 4 maggio sarà possibile tornare ad allenarsi, in maniera sia pur individuale. Saranno riaperti i centri sportivi, anche se rimarranno chiusi gli spogliatoi per evitare che possano esserci contatti troppo ravvicinati.

Funerali sì, messe no

La Chiesa italiana auspicava riaperture, dal 4 maggio, in materia di celebrazione delle messe con i fedeli e di funerali in chiesa, per le quali negli ultimi tempi aveva alquanto premuto sul governo. Ma al momento incassa solo una deroga per i funerali, ai quali tuttavia, nella fase 2, sarà ammesso solo un numero ridotto di persone: i parenti più stretti. Per quanto riguarda le messe, invece, anche dopo il 4 maggio il governo va verso il prolungamento delle restrizioni. I vescovi italiani, in ogni caso, riconoscono che nulla potrà essere «come prima» e che continueranno a servire sacrifici. «Sacrifici nella liturgia, nell’evangelizzazione, nella testimonianza della carità», ha detto monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e vice presidente della Cei per l’Italia centrale.
 

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