Accanto al doping tecnologico non manca quello più classico, cioè il farmacologico. La piaga del doping incombe sull’Olimpiade di Tokyo nel sollevamento pesi: non è un caso che si sia arrivati a una riduzione netta di 64 atleti e perfino all’abolizione di una categoria fra quelle maschili. Da 260 atleti presenti nelle altre edizioni dei Giochi, nel Sol Levante si passerà a 196. Il Cio non è andato troppo per il sottile dopo gli innumerevoli casi di

doping, compresi quelli emersi a distanza di anni, che hanno portato a una raffica di revoche delle medaglie assegnate. Da segnalare in terra nipponica la totale assenza dei pesisti della steppa, a causa delle squalifiche per doping. In questo sport ci sarà anche un fatto inedito nella storia delle Olimpiadi, perché sarà in gara, per la Nuova Zelanda e nella categoria degli +87 kg donne, il primo transgender a prendere parte a una gara dei Giochi: è la 43nne Laurel Hubbard, che fino ai 35 anni era un uomo, e che dal 2017 gareggia a livello internazionale in campo femminile, dopo essersi sottoposta a tutti i test e le cure del caso.