Marta Novello, 26 anni, la ragazza accoltellata mentre faceva jogging
Marta Novello, 26 anni, la ragazza accoltellata mentre faceva jogging
Sei anni e otto mesi, oltre a 24 mesi di misure di sicurezza, per il 15enne che accoltellò 23 volte la sua vicina Marta Novello di 26 anni mentre faceva jogging per rapinarla. Questo il verdetto, con lo sconto di un terzo della pena, emesso dai giudici del Tribunale dei minori di Venezia che hanno accolto la richiesta di rito abbreviato della difesa del ragazzo, imputato di tentato omicidio aggravato e di tentata rapina aggravata. Come attenuante gli è stata riconosciuta una parziale incapacità di intendere e volere. Incapacità, la cui...

Sei anni e otto mesi, oltre a 24 mesi di misure di sicurezza, per il 15enne che accoltellò 23 volte la sua vicina Marta Novello di 26 anni mentre faceva jogging per rapinarla. Questo il verdetto, con lo sconto di un terzo della pena, emesso dai giudici del Tribunale dei minori di Venezia che hanno accolto la richiesta di rito abbreviato della difesa del ragazzo, imputato di tentato omicidio aggravato e di tentata rapina aggravata. Come attenuante gli è stata riconosciuta una parziale incapacità di intendere e volere. Incapacità, la cui valutazione, se del momento oppure se dovuta a una forte immaturità a dispetto dell’età, sarà chiarita solo nelle motivazioni del verdetto.

Comunque sia, il legale del minore, l’avvocato Matteo Scussat di Venezia, ha già preannunciato appello perché venga riconosciuta la piena infermità mentale del ragazzo. In tal modo sarebbe dichiarato non imputabile e potrebbe iniziare un percorso di recupero in una comunità. É da sottolineare che il ragazzo stesso, quando ascoltato, ha ammesso che voleva rapinare la donna.

Dalla famiglia Novello, e soprattutto dal papà di Marta, l’ingegnere Luigi, che in questi mesi ha fatto da scudo alla figlia, non è giunto alcun commento, per quanto sollecitato. D’altronde, Marta è ancora alle prese con una lunga fase di convalescenza e recupero dopo l’agguato della sera del 22 marzo scorso mentre correva lungo via Marignana, una strada attorno alla sua casa di Mogliano Veneto, nella frazione di Marocco. Marta stava facendo jogging come suo solito. Il minorenne, che abita a poche centinaia di metri da lei, sarebbe uscito di casa con l’intenzione di rapinarla. Così l’avrebbe raggiunta in bicicletta e aggredita, trascinandola in un fossato ai lati della strada.

Tra i due sarebbe nata una colluttazione durante la quale Marta è stata colpita con più di venti coltellate che l’hanno gravemente ferita in più punti, sia al volto che ad organi vitali, rischiando di morire per quelli inferti al fegato e ai polmoni. Dopo essere stata soccorsa e ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Treviso, scampato il pericolo di vita, è stata sottoposta a un intervento chirurgico ai polmoni e al fegato lacerati e a un secondo per recuperare un tendine della mano lesionato nel tentativo di difendersi dalla lama del coltello. Oltre a questi, altri interventi hanno riguardato quelli più propriamente di chirurgia estetica per ridurre le numerose ferite da taglio sul volto, le braccia, le gambe, le mani. Un calvario di cure per l’universitaria che è terminato nei primi giorni di aprile, alla vigilia di Pasqua, quando è stata dimessa ed è potuta rientrare a casa, nel tentativo di recuperare un minimo di quella tranquilla normalità spezzata da un accadimento assurdo.