L’edificio crollato era situato nei pressi della tangenziale per Caselle
L’edificio crollato era situato nei pressi della tangenziale per Caselle
di Loredana Del Ninno "Ho sentito un’esplosione, pensavo fosse scoppiata una bomba". È il racconto accorato di Naif, magazziniere nella zona, il primo a correre in aiuto ieri in strada Bramafame a Torino, dove poco prima delle 9 è crollata una palazzina di due piani. Le macerie, dopo ore di ricerche dei Vigili del fuoco, hanno restituito il corpicino di Aron, 4 anni. A nulla sono valsi i disperati tentativi di soccorso dei sanitari. Quattro i feriti nell’esplosione, tre dei quali in gravi condizioni. Tra questi la madre 34enne di Aron, estratta dopo un’ora e trasportata al Cto di...

di Loredana Del Ninno

"Ho sentito un’esplosione, pensavo fosse scoppiata una bomba". È il racconto accorato di Naif, magazziniere nella zona, il primo a correre in aiuto ieri in strada Bramafame a Torino, dove poco prima delle 9 è crollata una palazzina di due piani. Le macerie, dopo ore di ricerche dei Vigili del fuoco, hanno restituito il corpicino di Aron, 4 anni. A nulla sono valsi i disperati tentativi di soccorso dei sanitari. Quattro i feriti nell’esplosione, tre dei quali in gravi condizioni. Tra questi la madre 34enne di Aron, estratta dopo un’ora e trasportata al Cto di Torino. Sembra sia stata proprio la donna – sepolta da travi e mattoni – ad allertare i soccorsi con la forza della disperazione. Il papà del bambino, un cittadino albanese di 40 anni che al momento dello scoppio si trovava fuori casa, raggiunto dalla notizia è stato accompagnato all’ospedale Maria Vittoria in stato di choc. "Ho visto il fuoco e sono corso – prosegue Naif –. Ho estratto una persona una dalle macerie. Era un uomo, tutto bruciato e ferito a una mano. Urlava dal dolore. L’ho aiutato, poi sono arrivati i Vigili del fuoco".

Il piccolo, di origine albanese, è l’unica vittima della tragedia, dovuta secondo una prima ricostruzione alla fuga di gas partita da una bombola gpl, all’ultimo piano dell’edificio. Un’ex cascina, situata nei pressi della tangenziale per Caselle, che ospitava sei alloggi occupati in prevalenza da famiglie di origine albanese e rumena, il cui tetto è stato completamente divelto dallo scoppio. Il boato è stato avvertito a grande distanza. Italgas ha confermato che l’immobile non era collegato alla rete di distribuzione cittadina del metano. "Si esclude – spiega un portavoce – che l’eventuale dispersione possa essersi originata da impianti del gas gestiti dall’azienda". Tra i ricoverati in prognosi riservata un 22enne di origine siciliana operato ieri per un trauma cranico, aggravato da una frattura al bacino. Codice rosso anche per un altro giovane di 22 anni, intubato con ustioni di secondo e terzo grado sul 50% del corpo. Si chiama Robert Panaite e si era fermato a dormire nell’appartamento del padre, attualmente in Romania, al secondo piano dell’edificio. Un terzo residente ha invece riportato lievi escoriazioni e contusioni.

Il sindaco Chiara Appendino e l’assessore Alberto Unia, hanno assicurato che il Comune si prenderà in carico gli eventuali sfollati. La console generale di Romania, Ioana Gheorghias, giunta sul luogo della tragedia ha dichiarato: "Sono qui per i connazionali coinvolti. Siamo a disposizione nel sostenerli. Ringrazio tutte le autorità per la rrapidità dei soccorsi".

Le ricerche dei dispersi tra le macerie si sono concluse intorno alle 14. Sono proseguite invece le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area coinvolta. Il nucleo Niat (Nucleo investigativo antincendio) sta procedendo con sopralluoghi e rilievi per stabilire con precisione cause e circostanze dello scoppio.