L’esplosione ieri pomeriggio a. Casalbordino (Chieti)
L’esplosione ieri pomeriggio a. Casalbordino (Chieti)
CHIETI Tre morti per l’esplosione di una fabbrica di polvere da sparo, la "Esplodenti Sabino". Una "polveriera" saltata in aria forse per un errore umano, forse per una fatalità: sarà l’inchiesta affidata alla procura di Vasto (Chieti) a chiarire la dinamica. Un boato enorme, una lunga nube nera che, per l’intero pomeriggio, copre il cielo e rende l’aria irrespirabile, poi un incendio sparge un odore acre di...

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Tre morti per l’esplosione di una fabbrica di polvere da sparo, la "Esplodenti Sabino". Una "polveriera" saltata in aria forse per un errore umano, forse per una fatalità: sarà l’inchiesta affidata alla procura di Vasto (Chieti) a chiarire la dinamica. Un boato enorme, una lunga nube nera che, per l’intero pomeriggio, copre il cielo e rende l’aria irrespirabile, poi un incendio sparge un odore acre di zolfo e salnitro tutto intorno, lungo i 20 ettari su cui si disloca l’azienda. Bloccato il traffico sulla Statale 16 e la circolazione ferroviaria.

Tre i morti, operai esperti dell’azienda: si tratta di Nicola Colaneo di Guilmi di 45 anni, Paolo Pepe di Pollutri, 45 anni, e Carlo Spinelli di Casalbordino, 54 anni. Secondo una prima ricostruzione, il terzetto era impegnato, poco prima delle 14, in una delicata operazione di smaltimento di esplosivo all’interno di razzi di segnalamento in mare, una delle attività di cui si occupa da anni l’azienda che ha sede a Casalbordino Stazione, in provincia di Chieti. Un intervento considerato di routine, messo in atto da personale esperto, assecondando le normative di sicurezza e all’interno di una casamatta. Per questo motivo l’incidente e il decesso dei tre dipendenti (non ci sono altri feriti), dilaniati dalla deflagrazione, suscita sgomento e incredulità.

Il lavoro di demilitarizzazione del munizionamento (altre volte si lavorava su bombe, mine anticarro e cariche di profondità) sui stava, infatti, svolgendo con la consueta professionalità e senza che nulla lasciasse presagire la tragedia. La "Esplodenti Sabino" è un’azienda che ha 80 dipendenti e quasi mezzo secolo di vita alle spalle. Nasce infatti nel 1972 e le prime attività riguardavano la produzione di polvere nera, dinamite ed esplosivi per uso civile. Qualche anno dopo si passò alla demilitarizzazione.

Quello di ieri non è però il primo incidente alla "Esplodenti Sabino". Ai tre operai morti si deve aggiungere il nome di Bruno Molisani, 48 anni, che nel 1992 saltò in aria per colpa di una spoletta che innescò una esplosione.

Nino Femiani