"Nicola non ricorderà quasi niente di questa esperienza, ma a livello di consapevolezza somatica gli resterà una cicatrice importante". Guido Crocetti (foto), docente di psicologia clinica e presidente onorario del Centro Italiano di Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza (C.I.Ps.Ps.i.a) di Bologna, individua nel corpo la via di uscita per sensazioni ed emozioni a cui la mente del bimbo scomparso e ritrovato a Palazzuolo sul Senio non riuscirà ad accedere. Che tipo di conseguenze subirà il piccolo? "Effetti sicuramente legati alle relazioni affettive", risponde Crocetti. Che spiega: "Nicola ha vissuto un’esperienza di morte vera e propria perché la morte a quell’età consiste nella rottura del legame". Insomma, il bambino dovrà essere aiutato a ricomporre quanto gli è accaduto. "Dovrebbero intervenire i parenti, un contesto di adulti adeguato che lo aiuti a tenere nella mente quello che gli è successo con un atteggiamento ludico, leggero". "Ma non i genitori – spiega il docente –, che hanno vissuto l’angoscia della minaccia e a loro volta devono essere aiutati".

Antonio Del Prete