Sul fronte giudiziario per quanto riguarda la questione del Pronto soccorso di Alzano Lombardo (in provincia di Bergamo) chiuso e poi subito riaperto durante l’emergenza e il boom di contagi, è aggravato "dalla morte di più persone" il reato di epidemia colposa contestato dalla procura di Bergamo, che vede indagati l’ex...

Sul fronte giudiziario per quanto riguarda la questione del Pronto soccorso di Alzano Lombardo (in provincia di Bergamo) chiuso e poi subito riaperto durante l’emergenza e il boom di contagi, è aggravato "dalla morte di più persone" il reato di epidemia colposa contestato dalla procura di Bergamo, che vede indagati l’ex dg del Welfare lombardo Luigi Cajazzo (a destra), l’allora suo vice Marco Salmoiraghi, la dirigente Aida Andreassi, Francesco Locati e Roberto Cosentina, il primo dg della Asst di Bergamo Est e il secondo ex direttore sanitario. Gli esiti "delle indagini sinora condotte" hanno accertato che Francesco Locati e Roberto Cosentina, il primo dg e il secondo ormai ex direttore sanitario dell’Asst Bergamo Est, avrebbero dichiarato il falso "in atti pubblici" quando, nel caso dell’anomala chiusura e riapertura il 23 febbraio in poche ore del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo, scrissero che erano state adottate "tutte le misure previste", perché in realtà era "incompleta" la "sanificazione del PS e dei reparti del presidio".

Una seconda ondata ampiamente prevista a inizio estate e segnali preoccupanti già a settembre. Eppure, dopo l’impennata di contagi da Coronavirus delle ultime settimane, i pronto soccorso di Genova da giovedì sono in difficoltà, con tante ambulanze in coda agli ingressi e pazienti che devono attendere anche 5 ore. La procura ha aperto una inchiesta. I magistrati vogliono capire come si è mossa Alisa, l’Azienda regionale della sanità, per verificare se ci sono stati dei ritardi nell’attivazione delle procedure previste dai piani per fronteggiare il contagio.