di Nino Femiani Un carro per nozze aristocratiche, un ’pilentum’ a disegni erotici che le élites pompeiane esibivano come segno di ricchezza e supremazia, in occasione di cerimonie nuziali o di offerte a Cerere o Cibele (la Magna Mater dei Romani). Finora di queste antiche e sfarzose "limousine" se ne era solo parlato, la forma e l’orditura affidate al passa parola accademico o ad alcuni scavi in terra tracia (l’odierna Bulgaria) dove seppellivano il morto con il suo carro. Una archeo-leggenda che lasciava tutto all’immaginazione, tanto che a fine Settecento due scultori spagnoli trasferirono...

di Nino Femiani

Un carro per nozze aristocratiche, un ’pilentum’ a disegni erotici che le élites pompeiane esibivano come segno di ricchezza e supremazia, in occasione di cerimonie nuziali o di offerte a Cerere o Cibele (la Magna Mater dei Romani). Finora di queste antiche e sfarzose "limousine" se ne era solo parlato, la forma e l’orditura affidate al passa parola accademico o ad alcuni scavi in terra tracia (l’odierna Bulgaria) dove seppellivano il morto con il suo carro.

Una archeo-leggenda che lasciava tutto all’immaginazione, tanto che a fine Settecento due scultori spagnoli trasferirono il mito nel marmo che adorna Plaza de Cibeles a Madrid: un carro trainato da due leoni (un modellino bronzeo si trova al Metropolitan Museum di New York). Ora quella leggenda diventa realtà. Gli scavi della villa di Civita Giuliana, nel suburbio di Pompei, fanno esplodere i fuochi d’artificio: un tesoro finora unico al mondo, rinvenuto nel porticato antistante alla stalla dove nel 2018 erano emersi i resti di tre cavalli sauri. Il ’pilentum’, in ottimo stato di conservazione, presenta bellissime decorazioni a tema erotico, resti lignei mineralizzati, impronte organiche di cuscini, funi e persino di due spighe di grano lasciate su un sedile (segno di beneaugurante fertilità per un matrimonio imminente). Il carro è a 4 ruote ed era sepolto a 6 metri sotto il piano stradale. Una corsa contro il tempo per portarlo su, lavorando notte e giorno, anche per battere in volata i tombaroli che da anni ronzano intorno a queste stanze, scavando cunicoli e depredando. A bloccare il saccheggio era già intervenuta la Procura di Torre Annunziata, due sono ora sotto processo, un terzo diffidato: ha la casa proprio sopra il terreno dello scavo. Il carro nuziale (o delle cerimonie) è forato da un leggero cassone che poggia su 4 alte ruote di ferro connesse da un sistema meccanico di avanzata tecnologia.

Decorazioni molto ricche sui due lati lunghi, pannelli lignei dipinti in rosso e nero, mentre il retro è ancora più spettacolare, impreziosito da quello che gli studiosi definiscono "un articolato sistema decorativo che prevede tre distinti registri con una successione di medaglioni in bronzo e stagno con scene figurate a sfondo erotico". "A Pompei – spiega l’ex direttore degli scavi Massimo Osanna – sono stati ritrovati in passato veicoli per il trasporto, ma niente di simile. Le scene dei medaglioni, sul retro del carro, rimandano all’eros, satiri e ninfe, mentre le numerose borchie presentano eroti (le figure devote a Eros che chiamiamo amorini, ndr)". Le fonti antiche alludono all’uso del ’pilentum’ da parte di sacerdotesse o di aristocratiche, ma non si esclude che potesse trattarsi di un carro per rituali legati al matrimonio. Per il ministro della Cultura, Dario Franceschini, "Pompei continua a stupire, e sarà così per molti anni con 20 ettari ancora da scavare. Un plauso anche a Procura e forze dell’ordine, il contrasto ai traffici di beni culturali sarà al centro del G20 cultura, a Roma".