Da sinistra: Ursula von der Leyen (di spalle), 62 anni, Charles Michel, 45 anni, e Recep Tayyip Erdogan, 67 anni
Da sinistra: Ursula von der Leyen (di spalle), 62 anni, Charles Michel, 45 anni, e Recep Tayyip Erdogan, 67 anni
di Elena Comelli Uno sgarbo inqualificabile oppure una mossa studiata a tavolino? Sta diventando un caso diplomatico la scena accaduta durante la visita di una delegazione europea in Turchia, alla "corte del sultano" Recep Tayyip Erdogan, con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen rimasta senza sedia e costretta prima ad aspettare in piedi, poi a sedersi su un sofà, al cospetto di due uomini comodamente seduti in poltrona uno accanto all’altro, lo stesso Erdogan e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "La presidente era chiaramente sorpresa", ma "ha preferito dare la priorità alla sostanza piuttosto che alle questioni di protocollo o di forma, e...

di Elena Comelli

Uno sgarbo inqualificabile oppure una mossa studiata a tavolino? Sta diventando un caso diplomatico la scena accaduta durante la visita di una delegazione europea in Turchia, alla "corte del sultano" Recep Tayyip Erdogan, con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen rimasta senza sedia e costretta prima ad aspettare in piedi, poi a sedersi su un sofà, al cospetto di due uomini comodamente seduti in poltrona uno accanto all’altro, lo stesso Erdogan e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "La presidente era chiaramente sorpresa", ma "ha preferito dare la priorità alla sostanza piuttosto che alle questioni di protocollo o di forma, e questo è certamente ciò che i cittadini dell’Ue si aspettavano da lei", ha cercato di ricucire il portavoce della Commissione, Eric Mamer. Von der Leyen doveva sedersi "esattamente allo stesso modo" del presidente del Consiglio europeo e del presidente turco, visto che il rango diplomatico della von der Leyen è "esattamente lo stesso".

Il non detto è che la mossa di Erdogan potrebbe essere un incidente voluto, l’ennesimo gesto di disprezzo verso le donne da parte di un presidente che sta portando il suo Paese sempre più verso l’islamismo radicale, unito a un nazionalismo evidente anche nell’interventismo sugli scenari di guerra. La questione, subito soprannominata sui social network "sofagate", va però ben oltre il protocollo e investe la politica interna ed estera della Turchia. "Non è così che dovrebbero essere le relazioni Ue-Turchia", ha commentato su Twitter l’eurodeputato tedesco e presidente della commissione parlamentare mista Ue-Turchia, Sergey Lagodinsky, rilanciando gli hashtag #GiveHerASeat e #womensrights. Un’altra eurodeputata, l’olandese Sophie in ‘t Veld, ha osservato che durante un incontro avvenuto in passato tra Erdogan e gli allora leader Ue Jean-Claude Junker e Donald Tusk, i tre erano seduti accanto su sedie uguali.

E ha chiesto a Michel perché non ha offerto il suo posto alla von der Leyen: "Perché @europresident tace?" Commenti indignati arrivano anche dall’Italia. "La sedia di von der Leyen diventa la bandiera dei valori europei e la vergogna di Erdogan", scrive in un post il segretario del Pd, Enrico Letta. Michel ha detto la sua solo nella tarda serata di ieri definendo la situazione "sconfortante e deplorevole per un’interpretazione troppo rigorosa del protocollo da parte turca: "Ma abbiamo scelto di non aggravarla con un incidente pubblico".

"Dispiace che non ci sia posto per la presidente della Commissione europea von der Leyen ad Ankara, l’importante è che non ci sia posto per Erdogan a Bruxelles", aggiunge Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva. "Non è rimasta senza poltrona su cui sedersi solo una donna, ma la presidente della commissione Ue, ovvero una delle figure più rappresentative delle istituzioni europee", ha fatto notare il coordinatore nazionale di FI Antonio Tajani.

La visita dei due esponenti Ue a Ankara aveva già suscitato forti critiche perché due settimane fa Erdogan aveva ritirato la Turchia dalla Convenzione di Istanbul, un trattato internazionale che ha proprio l’obiettivo di prevenire la violenza contro le donne. "Sono profondamente preoccupata per il fatto che la Turchia si sia ritirata dalla Convenzione di Istanbul. Si tratta di proteggere le donne ed i bambini dalla violenza. E questo è chiaramente un segnale sbagliato in questo momento", ha detto von der Leyen ai giornalisti.