di Deborah Bonetti Con il 1° gennaio, la Gran Bretagna esce non solo dall’Europa ma anche dal programma di scambio Erasmus, che per più di 30 anni ha permesso a studenti di tutti gli stati membri di studiare in qualsiasi paese della Ue. Per molti questo è stato uno shock, visto che il premier inglese Boris Johnson aveva assicurato che non ci sarebbe stato "alcun cambiamento sul fronte Erasmus". Ma Johnson ha cambiato idea, pur definendola "una dura decisione". La prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon ha definito l’uscita a sorpresa...

di Deborah Bonetti

Con il 1° gennaio, la Gran Bretagna esce non solo dall’Europa ma anche dal programma di scambio Erasmus, che per più di 30 anni ha permesso a studenti di tutti gli stati membri di studiare in qualsiasi paese della Ue. Per molti questo è stato uno shock, visto che il premier inglese Boris Johnson aveva assicurato che non ci sarebbe stato "alcun cambiamento sul fronte Erasmus". Ma Johnson ha cambiato idea, pur definendola "una dura decisione".

La prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon ha definito l’uscita a sorpresa dal programma "vandalismo culturale" e molte sono state le università che hanno espresso tristezza e rammarico alla notizia. Non ultimo perché, visto che il numero di studenti europei che studiano in Gran Bretagna è circa il doppio di quello nel senso inverso, le università inglesi si ritrovano con un potenziale buco finanziario calcolato intorno ai 200milioni di sterline l’anno.

Ma l’Inghilterra, che vanta alcune tra le migliori università al mondo (come Oxford, che è al primo posto delle classifiche mondiali, battendo anche tutti gli atenei americani), vorrebbe smettere di finanziare un vasto numero di studenti stranieri (150mila circa) che vengono a studiare Oltremanica. Così, il governo ha annunciato un nuovo schema di studio e scambio internazionale dedicato al genio del padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, Alan Turing (l’uomo che avrebbe decodificato i codici nazisti durante la seconda guerra mondiale creati dalla macchina crittografica Enigma).

Il nuovo schema, di cui ancora mancano i dettagli, "permetterà agli studenti britannici di girare il mondo - e non solo la Ue - usufruendo di opportunità accademiche veramente internazionali" ha spiegato il ministro per l’istruzione Gavin Williamson.

Meno positivo il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, che dopo anni di negoziazioni ha fatto riferimento all’uscita della Gran Bretagna dall’Erasmus come ad uno dei suoi principali "motivi di rammarico".

In sostanza cosa cambia? Chi ha già ricevuto conferma (sotto Erasmus) per corsi che partono nel 2021 potrà continuare come prima, ma per tutti i nuovi studenti, a partire dal 1 gennaio 2021, le cose saranno molto diverse. Ci si dovrà iscrivere alle università inglesi (le cui tariffe saranno adeguate a quelle offerte a studenti extracomunitari, e dunque arrivare anche a 30mila euro l’anno), munirsi di visto per studenti e rispettare le nuove regole di immigrazione. Vale però la pena far notare che attualmente ci sono già paesi terzi che partecipano al programma Erasmus (come Turchia, Islanda, Norvegia e Serbia) e che quindi la Gran Bretagna potrebbe decidere di rientrare nello schema (o inserirlo nel nuovo programma Alan Turing) in futuro.