Vaccinare dieci milioni di lombardi entro le prime settimane dell’estate è l’obiettivo che s’è dato Guido Bertolaso, ingaggiato dalla Regione Lombardia per coordinare la campagna anti Covid che considera "la più grande operazione di protezione civile mai vista in Italia". L’ex manager è stato richiamato dal governatore Attilio...

Vaccinare dieci milioni di lombardi entro le prime settimane dell’estate è l’obiettivo che s’è dato Guido Bertolaso, ingaggiato dalla Regione Lombardia per coordinare la campagna anti Covid che considera "la più grande operazione di protezione civile mai vista in Italia".

L’ex manager è stato richiamato dal governatore Attilio Fontana e dalla sua vice Letizia Moratti a undici mesi dall’operazione dell’ospedale in Fiera a Milano, molto criticato nella prima ondata e rivelatosi fondamentale nella seconda: "In tre mesi ha trattato oltre 250 pazienti, oltre 500 con Civitanova", cioè l’altro Covid Center da Bertolaso ideato nelle Marche. Il traguardo della copertura completa dei lombardi in cinque mesi è "ragionevole", secondo l’ex capo della Protezione civile, all’unica e non marginale condizione "che ci arrivino i vaccini"; e questo, ricorda, "esula dalla nostra responsabilità". Promette però che si vaccinerà "24 ore su 24, sette giorni su sette" e che "tutti saranno coinvolti". Dice anche che "un decreto legge per l’attuazione del piano nazionale non sarebbe una cattiva idea", per impiegare 2.500 specializzandi del primo e secondo anno che la Lombardia vorrebbe aggiungere ai 2.500 vaccinatori promessi via call commissariale, i volontari della Protezione civile per la logistica ("incredibile che con le attuali norme non possano essere utilizzati"), i medici in pensione come lui.

"Vaccinare gli italiani dovrebbe essere un piacere e un dovere morale, non dovrebbero essere i soldi lo stimolo", osserva l’ex manager e spiega d’essersi "abbassato lo stipendio" dal simbolico euro ricevuto per l’ospedale in Fiera: "Stavolta sono qui gratis".

Giulia Bonezzi